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Turchia, la Giustizia dice ‘no’ a Wikipedia: “Il blocco rimane”

Wikipedia aveva chiesto alla Turchia di rimuovere il blocco che impedisce di accedere alla piattaforma web per chi naviga nel paese turco
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ROMA – La Giustizia turca ha rigettato la richiesta avanzata dal portale di informazione internazionale ‘Wikipedia’ di rimuovere il blocco che impedisce agli internauti turchi di accedere ai contenuti sulla piattaforma web. La decisione da parte di Ankara è giunta a fine aprile e riguarda non solo le pagine in turco, ma anche quelle in tutte le altre lingue della nota Enciclopedia online. Su Wikipedia, in una pagina in inglese dedicata alla vicenda, si legge che la misura è parte della “purga” messa in atto dalle autorità in risposta al tentato colpo di Stato di luglio 2016. Il governo ha invece motivato la decisione con la mancata eliminazione da parte dei curatori del portale di possibili legami tra la famiglia del Presidente Erdogan e il noto gruppo jihadista Stato islamico.

Vari osservatori per la libertà di espressione e i diritti umani sia in Turchia che all’estero hanno denunciato che si tratta “di un altro passo” verso la chiusura di internet e dei vari canali di comunicazione nel paese, come i precedenti blocchi imposti ai social network come Twitter e Facebook, soprattutto in concomitanza con attentati terroristici. Il World press freedom index del 2017 colloca la Turchia al 150esimo posto per libertà di informazione sui 180 paesi presi in esame. I reporter attualmente in carcere sarebbero inoltre più di 153, la metà del totale mondiale.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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