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Expo Astana, a Casa Italia ingegno vuol dire Arte e Natura

I curatori del Padiglione spiegano il progetto
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ROMA – “Se Expo Astana apre il 10 giugno, noi saremo pronti il 9″. Paolo Desideri, designer del Padiglione Italia alla prossima esposizione universale in Kazakistan, scherza sulle difficoltà di realizzare “in tempi stretti” un progetto complesso e ambizioso, che vuole raccontare che “in Italia il tema energetico ha unito storia, ingegno, arte e cura delle risorse naturali”. D’altra parte, si è voluto rendere conto anche della “creatività che caratterizza il nostro paese sin dalla Civiltà romana”.

IL PADIGLIONE ITALIA

A differenza del padiglione di Milano 2015 che prevedeva un edificio, in Kazakistan sono state assegnate ai singoli paesi delle aree all’interno di grandi strutture: il progetto italiano – di oltre 800 metri quadrati, per 8 metri di altezza – si articola su due piani, che portano al visitatore “un flusso continuo di informazioni– prosegue Desideri-, che cambiano di continuo e si avvalgono di personaggi-simbolo virtuali” di questa evoluzione tecnologica. Quattro piazze principali – dedicate agli scienziati Leonardo, Fermi, Volta e Pacinotti – accolgono le persone, invitate ad assistere a video e animazioni, in cui i ‘testimonial della storia’ narrano le proprie vicende e invenzioni.

“È anche un atto di orgoglio ricordare il contributo dei nostri scienziati all’umanità”, aggiunge il Curatore artistico, l’architetto Stanislao Cantono Di Ceva. “Della nostra scarsità di risorse L’Italia ha fatto virtù, compensando con l’ingegno”.

Come spiega infine Cantono Di Ceva, hanno partecipato al progetto vari organismi tra cui lo Ied (Istituto europeo di design), con un contributo artistico, poi l’Enea con quelli scientifici, mentre l’Istituto Luce ha fornito video storici anche inediti. Presente anche la nazionale di nuoto sincronizzato che si è prestata per la realizzazione di un’animazione attraverso una performance.

Dalla visionarietà di Leonardo alle grandi scoperte di Pacinotti, Fermi e Volta, è facile capire come l’innovazione nel caso italiano sia stato frutto di storia, arte e ingegno.

LE PROSPETTIVE

L’investimento “fatto dall’Italia in Expo Astana- ha spiegato Benedetto Della Vedova durante la presentazione alla Farnesina, ieri pomeriggio-, potrà aprire opportunità interessanti per le nostre imprese, come già visto a Milano nel 2015: creare rapporti, aprire e consolidare importanti prospettive di crescita in un paese-cerniera tra l’Europa e l’Asia centrale”.

“L’attenzione del governo per il tema energetico è massima e il nostro paese nel campo delle rinnovabili esprime un’eccellenza, che esportiamo anche in paesi tecnologicamente avanzatissimi come gli Stati Uniti”, per questo il tema di Astana è “particolarmente congeniale per il nostro paese”, ha spiegato invece il sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto.

Il Kazakistan, uno dei principali produttori mondiali di petrolio e materie prime, si sta dedicando dell’efficienza energetica e in questo ambito “le nostre imprese possono investire, ma non solo: importante anche il settore dell’agroalimentare”, ha aggiunto Scalfarotto, “anche data la vicinanza del mercato cinese”.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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