De Luca si smarca da Aveta: i gay? L’omofobia è razzismo. L’altro replica: bravo Mussolini

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E. De Luca
E. De Luca

“Ho appreso dalla stampa che uno dei candidati nelle Liste civiche a mio sostegno ha usato in passato espressioni idiote e volgari contro i gay. Ho anche preso atto della smentita dell’interessato, con cui nega decisamente di aver usato tali espressioni e minacciando di querelare gli autori di quella che giudica un’ingiusta diffamazione”. Cosi’ il candidato alla presidenza della Regione Campania Enzo De Luca, in una nota a proposito delle parole usate da Carlo Aveta, uno dei suoi candidati alle regionali, nei confronti dei partecipanti a un Gay Pride. Aveta si era difeso sostenendo di non avercela con i ‘gay’ ma con gli “uomini seminudi” ritratti in una foto del Gay Pride.

“Ci tengo molto ad affermare con chiarezza- dice Enzo De Luca- che sul rispetto della persona e degli inviolabili diritti di libertà non è tollerabile neanche un millimetro di equivoco. Lo dico anche con il ricordo del festosissimo Campania Pride, che nel maggio 2012 si è svolto a Salerno: in quell’occasione, siamo stati orgogliosi di ospitare un evento di grande successo per la partecipazione e la grande accoglienza ricevuta. Premiando chi aveva, non a caso, pensato a Salerno per il suo svolgimento. Ci sono temi su cui non ci possono essere mediazioni o indifferenti tolleranze. L’omofobia è una forma di razzismo che va smascherata e combattuta. Sempre, comunque e dovunque”.

Indiretta, ai microfoni di Radio Club 91, la replica di Aveta. “Ritengo che una persona può fare quello che vuole ma nella pubblica strada se due persone nude si baciano è indecente anche se lo fanno due etero… per una questione di decoro pubblico- ha detto- sono pronto a discutere delle unioni civili ma dinanzi al matrimonio no. Sono contrario alle adozioni per i gay”. Poi insiste sul decoro: “Se chiediamo a 10 italiani se si indignano di vedere persone nude che si baciano, probabilmente 9 su 10 la pensano come me”. Per quanto riguarda il fascismo, c’è del buono da salvare secondo Aveta: “Butto via l’antisemitismo e la guerra ma lo Stato sociale no… per questo mi fermo al 1936… le dittature sono negative ma non possiamo dire che Mussolini fece solo cose negative. La sanità, la previdenza e le opere pubbliche di Mussolini non sono certo da buttare via”.

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