Noury (Amnesty): “Zaki vive la ‘passione’, siamo preoccupati”

patrick zaki
Il ricercatore dell'Università di Bologna si trovada 14 mesi in carcere, in Egitto, con l'accusa di sedizione tramite i social network
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ROMA – “Siamo molto preoccupati per quanto ha riferito l’avvocata di Patrick Zaki, Hoda Nasrallah, secondo cui Patrick è in pessimo stato di salute psicologica. Non è una novità, ma ogni volta è la conferma che la situazione è urgente. Non voglio sembrare blasfemo ma sembra di essere davvero di fronte alla passione di Patrick. È urgente che ci sia tutta la mobilitazione possibile sul piano diplomatico, soprattutto dell’Italia. Ora dobbiamo aspettare l’esito dell’udienza, ma questa è una situazione su cui bisogna fare il massimo e farlo presto”. Così il portavoce di Amnesty international Riccardo Noury, raggiunto dall’agenzia Dire a conclusione dell’udienza di rinnovo del carcere cautelare per Patrick Zaki. 

All’udienza di quest’oggi hanno preso parte anche i rappresentanti diplomatici di Italia, Francia, Canada e Stati Uniti. Come riporta ancora Amnesty International, la decisione sul rinnovo del carcere di 45 giorni si conoscerà nelle prossime ore. Inoltre, i legali del 29enne hanno chiesto la sostituzione dei giudici. 

Lo studente di Bologna si trova in carcere da quasi 14 mesi con l’accusa di sedizione tramite i social network. Come da tempo denuncia però l’ong con cui Zaki collaborava, l’Egyptian initiative for personal rights (Eipr), tali accuse sarebbero “fabbricate” mentre le prove “non ci sarebbero” o non sarebbero “evidenti”. Il processo in merito alle accuse di cui il ricercatore è accusato deve ancora iniziare.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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