Coronavirus, Amendola: “Mes inadeguato, servono strumenti più potenti”

Il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, lo dice su SkyTg24
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ROMA – Nella tempesta scatenata dall’epidemia di Covid-19 “non c’e un Paese esposto a una crisi finanziaria sui mercati, questa e’ una crisi simmetrica che tocca tutti i 27 Paesi” dell’Unione europea. Il Meccanismo europeo di stabilita’ (MES) o Fondo salva-Stati non e’ abbastanza e “crediamo ci sia necessita di strumenti molto piu’ potenti“, per cui “il tavolo negoziale deve esser all’altezza della crisi e di cio’ che stiamo vivendo”. Il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, lo dice su SkyTg24.

Un intervento adeguato, con sufficiente capacita’, e’ indispensabile “anche per difendere la competitivita’ dell’Europa”, sottolinea Amendola, “dobbiamo guardare alla rinascita, al recovery plan non solo alla tenuta, e per questo servono grandi risorse”.

Quindi e’ imperativo “guardare all’obiettivo prima che allo strumento, se l’obiettivo e’ la risposta ad una forte recessione, a tutti i costi si devono trovare strumenti nuovi”, sottolinea il ministro.

Ecco quindi che “il Mes non e’ piu’ appropriato alla natura della crisi, alla situazione che stiamo vivendo“, ribadisceAmendola, ricordando che siamo di fronte a una “crisi dell’economia reale e e dei legami nel mercato europeo”.

Che servano strumenti e interventi inediti volti alla difesa della competitivita’ di tutta l’Ue “lo dicono gli imprenditori tedeschi e di tutti Paesi, spaventati dalla recessione”, conclude, perche’ “di fronte a una situazione eccezionale ci vogliono strumenti straordinari, nuovi, adeguati al tempo”.

Di fronte all’emergenza legata alla pandemia da Covid-19, nell’Unione europea “i 27 governi devono fare altre scelte per un salto di qualita’” e attualmente “mancano altri tasselli per fare una politica fiscale europea”, quindi “ora i 27 devono costruire una politica fiscale coordinata e piu’ ambiziosa“.

Sul tavolo dell’Eurogruppo di mercoledi’ ci saranno tutte le proposte, non solo una, come era prima, poi il lavoro del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia e Finanze Roberto Gualtieri ha allargato le possibilita’”, spiega Amendola, “si discute sull’ammontare della solidarieta europea che dobbiamo mettere in campo” e “serve un salto di qualita’ in piu’, e qui c’e’ una discussione sulle proposte migliori”.

Cio’ detto, “non so se si vada verso una rottura o un rinvio, ma so che la nostra posizione, sostenuta anche da altri Paesi europei, e’ di grande realismo”, dice il ministro degli Affari europei, perche’ “non possiamo trattare questa materia come business as usual, come il solito negoziato europe su questioni tecniche”.

Quindi, conclude Amendola, “noi non siamo duri per la rottura ma siamo duri per la consapevolezza della situazione“.

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5 Aprile 2020
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