Confisca da 5,5 mln di euro a infermiere di Reggio Calabria

Già sorvegliato speciale per sproporzione tra redditi dichiarati
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

REGGIO CALABRIA – La DIA di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di confisca di beni pari a circa 5,5 milioni di euro, nei confronti di Annunziato Iamonte, 61enne di Melito Porto Salvo (RC), infermiere presso l’Asp reggina, gia’ sorvegliato speciale, in passato ritenuto vicino alla criminalita’ organizzata locale.

La confisca ha riguardato numerosi beni, tra cui 57 immobili a Melito Porto Salvo (fabbricati, appartamenti, cantine e locali ad uso commerciale), circa 14 ettari di terreno coltivato, un’autovettura di grossa cilindrata e rapporti finanziari.

Il provvedimento scaturisce dalle indagini svolte dalla Direzione investigativa antimafia e coordinate dal procuratore distrettuale di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, che hanno consentito di acclarare un’evidente sproporzione tra i redditi dichiarati, rispetto ai cospicui investimenti effettuati, risultati di provenienza illecita.

A carico di Iamonte e’ stata accertata, nel periodo 1999/2008, l’omessa segnalazione, prevista per legge, di numerose variazioni patrimoniali alla guardia di finanza, a cui era obbligato in quanto sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Da condotte la possibilita’ di acquisire la titolarita’ di numerosissimi immobili senza disporre, ufficialmente, dei redditi necessari. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»