Firenze, restauro in vista per l’orologio della torre di Arnolfo

L'orologio venne costruito nel 1353, in un'officina vicina al Duomo: la strada da allora prese il nome di via dell'Oriuolo
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FIRENZE – L’antico orologio della Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio, uno dei più grandi al mondo, sarà restaurato e per la prima volta sarà visitabile da vicino: sarà infatti resa accessibile la stanza attigua al manufatto, dove è conservato l’antico meccanismo che scandisce le ore.

La cifra per coprire i lavori, circa 125 mila euro, arriverà sotto forma di erogazione liberale sottoscritta dalla Giuliano Mazzuoli srl, l’azienda artigiana operante nel settore dell’orologeria, con la collaborazione di Andrea Palmieri, maestro orologiaio, e di Ugo Pancani, tecnico di fama internazionale nel campo dei movimenti degli orologi.

Il grande segnatempo fu originariamente costruito dal fiorentino Nicolò Bernardo nel 1353, in un’officina in una via in prossimità del Duomo che da allora venne chiamata via dell’Oriuolo. Nel 1665 il granduca Ferdinando II commissionò all’orologiaio di corte J.P. Treffler il nuovo orologio. La costruzione, realizzata ad Augusta da Georg Lederle su indicazioni dello stesso Treffler, fu completata nei primi mesi del 1667.

L’orologio è di dimensioni straordinarie, uno dei più grandi al mondo, circa due metri di lunghezza e larghezza per due metri e mezzo di altezza. Ha un’unica lancetta, quella che segna le ore.

I lavori consteranno in un intervento di manutenzione, pulitura ed oliatura delle parti meccaniche per garantire il mantenimento e il buon funzionamento. Inoltre sarà resa fruibile a cittadini e visitatori la stanza attigua all’orologio, ripristinando la completa agibilità degli ambienti originari.


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