mercoledì 9 Settembre 2026

Editore-direttore agenzia Dire al sottosegretario Barachini: “Forte preoccupazione”

L'editore Stefano Valore e il direttore Nico Perrone esprimono preoccupazione per l'impasse sui soldi spettanti all'agenzia Dire che sta cercando di risollevarsi dopo mesi di crisi

ROMA – “Con forte preoccupazione ci ritroviamo con le dimissioni del Cdr dell’agenzia Dire a pochi giorni dalla firma dell’accordo aziendale, che dopo mesi di difficoltà e di mancate retribuzioni, auspicavamo veramente un esito diverso e positivo per noi e le circa cento famiglie che rappresentiamo”. Così, in una nota, l’editore dell’agenzia Dire, Stefano Valore, e il direttore responsabile, Nico Perrone.
“Abbiamo raggiunto con soddisfazione- continua la nota- un preciso e totale accordo, tra le parti tutte, come auspicato anche dal Sottosegretario Alberto Barachini, per saldare e regolarizzare gli stipendi arretrati e quelli in divenire. La menzione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di inizio anno ha rappresentato per noi, non solo un attestato di stima ma un segnale di vicinanza, che da quel momento non saremmo stati più lasciati da soli a fronteggiare la nostra difficile situazione”.

Prosegue l’editore Valore: “Mi sono impegnato in ogni sede istituzionale per onorare il mio impegno. Fiducioso che gli interventi del Sottosegretario, anche a noi comunicati, di liberare da subito i fondi spettanti all’agenzia, avrebbero risollevato le sorti della Dire. Speravamo si potesse così ripartire di slancio con l’anno nuovo, mettendo da parte quanto vissuto in passato. A distanza di mesi, però, le parole non si sono trasformate in fatti”.

Di qui, proseguono l’editore e il direttore dell’agenzia Dire “la nostra preoccupazione su come si possa onorare l’impegno preso, visti i cavilli giuridici che non ci permettono di intervenire con risorse proprie? A chi spetta, si chiede anche di sapere se i fondi promessi dal Sottosegretario Barachini, in questa fase da pagare mensilmente, siano realmente a disposizione. Sono possibili soluzioni concrete e percorribili per uscire da questo stallo? Che cosa intendono fare di noi, le Istituzioni interessate? I dipendenti tutti con le loro famiglie sperano in una pronta e chiara risposta”.

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