sabato 18 Aprile 2026

Università, Lumsa chiama Africa: già firmati accordi con sette atenei

Il punto sul centro Luac dopo la "winter school" che si è tenuta a Nairobi tra febbraio e marzo

ROMA – Anno zero, ma già molti accordi: è iniziato così il percorso del Luac, l’Africa Center dell’Università Lumsa, con al centro le alleanze con gli atenei di diversi Paesi del continente. “L’ottica è di scambio e arricchimento sia per gli studenti che per i professori”, premette Rita Mannella, ex ambasciatrice e project manager della nuova realtà di studio e ricerca con sede a Roma.

L’ESPERIENZA ALLA CATHOLIC UNIVERSITY OF EASTERN AFRICA

Il punto di partenza sono state le due settimane di winter school che si sono tenute tra febbraio e marzo a Nairobi, in Kenya. Quattordici studentesse e studenti della Lumsa sono stati ospiti della Catholic University of Eastern Africa (Cuea): dopo lezioni, presentazioni e scambi con professori e coetanei, ci sono stati incontri con imprenditori, giornalisti, cooperanti, operatori culturali, innovatori sociali e scienziati. “Con il Cuea”, sottolinea Mannella, “abbiamo avviato un percorso didattico che ha previsto lezioni condivise sulla storia del Kenya, l’economia, la situazione politica, i rapporti internazionali, l’avanzamento dell’intelligenza artificiale, la comunicazione in generale e quella digitale in particolare”. Secondo Plinio Limata, professore esperto di economia, innovazione e sostenibilità che ha seguito il percorso a Nairobi, “gli studenti hanno avuto l’opportunità di immergersi completamente nella realtà locale grazie agli scambi accademici con i loro colleghi e ai vari incontri istituzionali che sono stati organizzati nel corso di queste due settimane”. Lo studioso sottolinea: “Sono sicuro che siano tornati arricchiti e con la capacità di superare luoghi comuni e guardare con occhi nuovi anche la nostra realtà”. Ora il Luac vuole ampliare le iniziative con gli atenei locali. “Qui in Kenya abbiamo sottoscritto accordi con la Tangaza University e la Strathmore University“, riprende Mannella. “Poi c’è l’Hekima, con cui stiamo finalizzando i memorandum, probabilmente entro la fine di marzo”. E non c’è solo il Kenya. “Abbiamo altri accordi con due atenei etiopi, l’Addis Ababa University e la Jimma University“, dice la project manager, “e infine un’intesa con la Somali National University di Mogadiscio”. L’idea è un programma che si allarghi, abbracciando più Paesi.

MISSIONE DUPLICE E MASTER IN PARTENZA

Mannella parla di una missione duplice: “Da un lato, far conoscere meglio le potenzialità e la realtà più aggiornata del continente africano, andando oltre gli stereotipi e mostrando come esistano punti di eccellenza; dall’altro, riflettere in modo approfondito sui rapporti con l’Italia, dal momento che non si tratta solo di cooperazione, ma anche di relazioni commerciali e scientifiche, come mostra ad esempio il caso del Centro spaziale Luigi Broglio a Malindi”. Nuove iniziative sono già pronte. “A partire dalla settimana prossima”, riferisce Limata, “dieci studenti provenienti da cinque università di tre Paesi africani cominceranno a frequentare la nona edizione del Master in Management of Sustainable Goals, diretto dal professor Giovanni Ferri”. L’obiettivo? “Contribuire”, risponde lo studioso, “alla costruzione di ponti tra realtà spesso considerate lontane, ma più vicine di quanto si creda”.

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