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Donne vittime di violenza, a Bologna squadre ‘speciali’ per la manutenzione delle case rifugio

A Bologna accordo tra Acer e Casa delle Donne: impiegati solo operai scelti per la manutenzione negli alloggi per le donne vittime di violenza

Pubblicato:05-03-2024 15:53
Ultimo aggiornamento:05-03-2024 15:53

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BOLOGNA – Operai scelti ad hoc per la manutenzione delle case rifugio e degli alloggi dedicati a donne vittime di violenza. Perchè loro, e i loro figli, si possano fidare e non avere paura delle persone che entrano nell’appartamento per fare le riparazioni del caso. Abitazioni che spesso, per motivi di sicurezza, hanno indirizzi segreti. E’ una delle novità previste dal nuovo protocollo d’intesa tra Casa delle Donne e Acer Bologna, firmato questa mattina.

I NUMERI DEGLI ALLOGGI IN CITTÀ

Il centro antiviolenza gestisce a Bologna 17 posti letto per ospitalità in emergenza, tre case rifugio ad indirizzo segreto con 27 posti letto complessivi e otto alloggi di transizione per 18 posti letto. Di questi, gli alloggi di transizione e le case rifugio si trovano in appartamenti di proprietà di Comune e Città metropolitana, in cui Acer gestisce la manutenzione straordinaria.

SOLO OPERAI DI FIDUCIA

Le donne e i bambini che abitano in questi alloggi, ricorda la Casa delle Donne, “hanno esigenze particolari, trovandosi all’interno di un percorso di fuoriuscita dalla violenza“. Per esempio, le donne non possono spostarsi in un altro appartamento durante i lavori di riparazione, nelle abitazioni non vive un solo nucleo familiare ed è “importante avere un rapporto di fiducia con chi si occupa della manutenzione“. Per questo il protocollo istituisce “procedure dedicate” per garantire che negli alloggi gestiti dalla Casa delle Donne siano effettuati interventi puntuali e in sicurezza. Anche per questo, è previsto che siano individuate “una o più squadre di manutenzione fisse, così da evitare che si moltiplichino i tecnici coinvolti nella manutenzione degli alloggi a indirizzo segreto“. In questo modo, sarà possibile “costruire un rapporto di fiducia tra le operatrici e i tecnici e soprattutto garantire maggiore sicurezza alle donne alle bambine e ai bambini ospitati”.


“GARANZIA DI MAGGIORE SICUREZZA”

“Negli anni- racconta Deborah Casale, responsabile della manutenzione di Casa delle Donne- abbiamo costruito un rapporto con Acer, che ha sempre riconosciuto la specificità degli alloggi del centro antiviolenza. Il protocollo non è solo un riconoscimento formale di questa specificità, ma una garanzia di maggiore sicurezza per le donne che si rivolgono a noi”. La presidente di Casa delle Donne, Susanna Zaccaria, si dice molto felice per questo accordo. “Per noi è prima di tutto il consolidamento di una collaborazione avviata da tempo- spiega- il protocollo riconosce la specificità degli alloggi che abbiamo in gestione e stabilisce procedure ufficiali per rispondere alle necessità di un centro antiviolenza, per garantire maggiore sicurezza e stabilità alle centinaia di donne, bambine e bambini che ospitiamo ogni anno”.

TECNICI SELEZIONATI AD HOC

Il presidente di Acer, Marco Bertuzzi, afferma: “E’ un’azione in cui crediamo molto. Ne sono particolarmente orgoglioso perché siamo consapevoli della necessità di andare incontro alle esigenze di donne, spesso con figli minorenni, che in queste case hanno bisogno di protezione, riservatezza ed efficienza della struttura e degli impianti. I tecnici incaricati della manutenzione di questi alloggi saranno selezionati in modo da garantire un rapporto fiduciario, riservato e continuativo”. Soddisfatta la vicesindaca Emily Clancy, per la quale si “mette nero su bianco una buona pratica che viene incontro alle esigenze di cura e particolare attenzione necessarie nei percorsi di accoglienza delle vittime di violenza di genere”. Per Simona Lembi, responsabile del Piano per l’uguaglianza della Città metropolitana di Bologna, è un accordo “molto innovativo perché prevede azioni concrete e una gestione concordata degli interventi manutentivi ai fini della sicurezza di donne già vittime di violenza”.

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