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Afghanistan, autorizzata inchiesta internazionale crimini guerra

Corte penale potrà indagare su forze usa, Kabul e talebani
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ROMA – “Il procuratore generale e’ autorizzato ad avviare un’inchiesta sugli eventi risalenti al 2003 nonche’ su presunti crimini commessi in Afghanistan“: cosi’ si legge in una decisione dei giudici della Corte penale internazionale (Cpi) resa pubblica oggi. Gli inquirenti valuteranno eventuali crimini di guerra e crimini contro l’umanita’ commessi dalle autorita’ afghane, dai talebani ma anche dalle truppe americane, intervenute nel 2001 all’indomani degli attentati negli Stati Uniti rivendicati da Al-Qaeda.

La proposta di avviare un’inchiesta era stata presentata dal procuratore capo della Cpi, Fatou Bensouda, e lo scorso anno i giudici l’avevano respinta. Gia’ allora questa possibilita’ non era piaciuta all’amministrazione di Donald Trump, che aveva reagito annunciando che, se fosse stata approvata, gli Stati Uniti avrebbero negato i visti d’ingresso ai funzionari della Corte. Bensouda aveva confermato che la sua richiesta di visto era stata in effetti respinta. Ora i giudici della Corte d’appello sono tornati sui loro passi, motivando questa scelta col fatto che alcuni regolamenti dello statuto della Cpi non erano stati applicati correttamente.

Nel conflitto che in Afghanistan prosegue quasi da due decenni hanno perso la vita decine di migliaia di persone. Oltre agli attacchi dei talebani anche le forze americane e afghane sono state spesso accusate di aver colpito obiettivi civili. Lo scorso anno, un’inchiesta delle Nazioni Unite ha rivelato che le operazioni militari guidate dal Pentagono hanno ucciso piu’ persone degli attacchi indiscriminati perpetrati dai guerriglieri ribelli, facendo inoltre registrare un 30 per cento in piu’ rispetto alle vittime provocate nel 2018. La settimana scorsa, dopo mesi di negoziati, Washington e i talebani hanno siglato un accordo di pace in Qatar.

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