Il medico ha il dovere di essere empatico con il paziente

Così Giuseppe Lavra, vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Roma: "Il medico che non ha capacità di entrare in empatia con il paziente, allora, è bene che svolga un'altra professione"
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ROMA – “La comunicazione tra medico e paziente deve essere oggettiva, veritiera, comprensibile, esaustiva, non fuorviante e sempre fondata sulle evidenze scientifiche. Questo per il medico è un dovere, perché il paziente ha il diritto di essere informato sulle questioni di salute che lo riguardano”. Così Giuseppe Lavra, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma, intervistato dall’Agenzia Dire in occasione dell’incontro sulla comunicazione tra medici e cittadini. L’evento, organizzato dalla Commissione comunicazione dell’Omceo Roma, è in corso presso la sede dell’Ordine dei medici capitolini. “Il medico deve rapportarsi al paziente in modo empatico- ha proseguito Lavra- molto umano, non certo freddo e distaccato: quest’ultimo, infatti, è un modo di praticare la medicina non avendone di fatto l’attitudine a svolgere tale professione. Il medico che non ha capacità di entrare in empatia con il paziente, allora, è bene che svolga un’altra professione. Lo ripeto: essere empatici è un’attitudine e per chi svolge questa professione è fondamentale“.

Secondo Lavra, nella comunicazione con il paziente il medico “non può non avere come riferimento il codice deontologico- ha quindi sottolineato- In questo ambito, allora, è importante che i nostri colleghi si rendano conto di dover far uscire il nostro codice dal cono d’ombra nel quale si è nascosto in questi anni, per arrivare a rendere attuativo ciò che dice soprattutto nell’ambito della relazione medico-paziente”. Ma cosa può fare l’Ordine dei Medici in questo senso? “Il ruolo dell’Ordine è quello di far rispettare il codice deontologico- ha risposto all’Agenzia Dire il vicepresidente dell’Omceo Roma- Essendo un organo ausiliario dello Stato, infatti, per legge è preposto a tutelare il cittadino. Negli ultimi anni, però, è stato relegato in una condizione di marginalizzazione e non è stato messo nelle condizioni di poter svolgere appieno il suo ruolo. Il rilancio del nostro ruolo sarà quindi all’attenzione del consiglio nazionale di oggi a cui parteciperò, insieme al presidente Lala- ha concluso- come Ordine di Roma”.

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