Bologna, boom di decessi nel 2015? Colpa del caldo, dell’influenza e…della Grande Guerra

Il 2015 sembra così confermarsi una "punta" isolata, commenta Bovini: "Resta un dato drammatico, ma non segnala un'inversione di tendenza preoccupante"
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BOLOGNA – Il boom di decessi che si è registrato (anche) a Bologna nel 2015? E’ colpa del caldo, dell’influenza, di un probabile calo dell’uso dei vaccini e perfino della prima Guerra mondiale. Sono le conclusioni a cui sono giunti gli uffici del Comune, che hanno analizzato i dati della mortalità registrata nell’anno passato incrociandoli con le più complessive tendenze demografiche. I dati, presentati l’altro ieri in commissione, “cominciano a dare una prima risposta al fenomeno”, spiega Gianluigi Bovini, capo dell’area Programmazione di Palazzo D’Accursio: “Ci sarà poi un approfondimento nazionale da parte dell’Istat e uno locale quando saranno disponibili i dati sulle cause di morte”, che saranno forniti dall’Ausl.

Intanto, positivi i primi dati del 2016: i decessi sono di nuovo in calo. Di certo c’è che è “significativo” il dato della mortalità che nel 2015 si è registrato “non solo a Bologna ma in tutta Italia e anche in altri Paesi europei”. Questo nel contesto di un’annata che si è chiusa, ricorda Bobini, con 386.663 abitanti e dunque con la conferma di un lieve ma costante aumento della popolazione bolognese, che conta quasi 13.000 persone in più rispetto al 2005. C’è stato un lieve calo dei nati (3.214 contro i 3.296 da record del 2014), ma a farsi notare è stato soprattutto il numero “molto alto” delle morti, spiega Bovini: 5.051 e cioè 496 in più dell’anno precedente (+10,9%). Il saldo tra nati e morti sarebbe dunque negativo (-1.837), ma si è comunque avuto un ulteriore aumento della popolazione grazie al movimento migratorio positivo (+2.319). Fatte queste premesse, il dirigente comunale mette a confronto i dati sulla mortalità da gennaio a settembre 2015 per sottolineare che la situazione di Bologna città (+11,6%) non si discosta da quella metropolitana (+12,3%), regionale (+10,3%) e nazionale (+10,3%).

anzianiL’aumento di decessi, sotto le Due torri, ha riguardato più le donne (+13,3%) che gli uomini (+9,5%) e anche questo è un trend che conferma l’andamento metropolitano, regionale e nazionale. Confrontando poi il dato bolognese con le altre principali città italiane, questo va a collocarsi in una posizione intermedia, simile a realtà come Milano (+11,7%) e Genova (+11%) ma distante dagli estremi da un lato di Bari (+1,8%) e dall’altro di Napoli (+15,6%). Un altro raffronto utile è quello con l’andamento della mortalità sul lungo periodo, dal 1970 ad oggi: quello del 2015 emerge come “valore anomalo rispetto agli ultimi anni, ma rispetto alla tendenza storica non è un valore particolarmente drammatico”. Analizzando i diversi periodi dell’anno, gli aumenti maggiori si sono riscontrati nei mesi estivi ed invernali. Nel primo caso, “pur avendo avuto un’estate molto difficile” sul fronte delle temperature, Bovini segnala che un incremento c’è stato ma non paragonabile all’altra estate terribile, quella del 2003, perchè “questa volta la popolazionesi è fatta trovare più preparata”.

Sull’inverno, invece, hanno presubimilmente pesato le “forme influenzali particolarmente virulente” dell’anno scorso, continua Bovini, a cui si è probabilmente aggiunta una copertura non piena sul fronte dei vaccini: sia perchè questi si sono dimostrati non del tutto “centrati” rispetto ai virus in circolazione, sia perchè “probabilmente non tutti ne hanno fatto uso” alla luce del dibattito sulla loro presunta pericolosità. Come detto, sarà l’Ausl a dire di più sulle cause di morte ma spingere il Comune a puntare il dito contro l’influenza è la fascia d’età, molto alta, in cui si concentra l’incremento di decessi.

Tra i residenti fino a 29 anni, infatti, rispetto alla media 2012-2014 nel 2015 si sono registrati solo dieci morti in più mentre nella fascia 30-64 c’è stato addirittura un calo: -29. Tra i 65 e i 79 i decessi in più sono stati 87, mentre tra gli over 80 si è registrato un incremento di ben 326 morti (concentrate per altro nella fascia degli ultra 90enni: 212 decessi in più tra le donne e 32 tra gli uomini). L’aumento complessivo, dunque, “sarebbe stato molto più inquietante- commenta Bovini- se ci fosse stato un picco nelle età giovanili, perchè “sarebbe stata presumibile una situazione sanitaria di emergenza”.

anzianiMa perchè aumentano le morti sopra i 90 anni? Innanzitutto “perchè aumenta molto la popolazione sopra i 90 anni”, spiega Bovini. E’ qui che entra in gico la prima Guerra mondiale. Durante il periodo bellico ci fu un crollo delle nascite, seguito subito dopo da un boom di parti e in questa fase “le persone nate nel 1920 cominciano ad avere più di 90 anni”, fa notare Bovini: “Può sembrare curioso, ma la demografia è storia di 100 anni”. Questi gli “effetti strutturali” che possono spiegare l’alta mortalità del 2015, dunque, a cui si aggiunge un “effetto rimbalzo” dato dal numero contenuto di decessi registrato sia nel 2013 che nel 2014. Intanto, i primi dati del 2016 fanno ben sperare: il Comune ha conteggiato 126 morti in meno a gennaio e 23 a febbraio. Il 2015 sembra così confermarsi una “punta” isolata, commenta Bovini: “Resta un dato drammatico, ma non segnala un’inversione di tendenza preoccupante”. L’analisi condotta dagli uffici “ci consente di avere una lettura locale in linea con quanto aveva già osservato l’Istat a livello nazionale”, sottolinea la vicesindaco Silvia Giannini: il dato 2015 “va letto con tutte le cautele citate da Bovini, molto simili a quelle dell’Istat”.

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