venerdì 14 Agosto 2026

Tg Volontariato, edizione del 5 febbraio 2026

Si parla di Kenya, Iran, Sudan e Groenlandia

KENYA. CONTRO SICCITÀ, FAME E TENSIONI, SERBATOI DOMESTICI PER L’ACQUA PIOVANA

Le piogge scarse, inasprite dai cambiamenti climatici, stanno mettendo a dura prova la contea di Laikipia, nel Kenya centrale, un’area già particolarmente arida. La Saint Martin Catholic Social Apostolate, grazie a Fondazione Fontana, ha promosso serbatoi domestici e trenta bacini comunitari per la raccolta dell’acqua piovana. Circa un migliaio di persone ora ha acqua potabile e per irrigare i campi o abbeverare gli animali. Emmah Maina, referente del progetto, ci spiega: “La scarsità d’acqua è spesso fonte di conflitto tra agricoltori e pastori, che finiscono per delegare la questione alle istituzioni. Ma grazie al processo che abbiamo attivato, la gente ha capito che può raccogliere l’acqua e col tempo farà sempre di più, rafforzando la sicurezza alimentare e il reddito pro capite”. Un intervento finanziato anche dalla Provincia autonoma di Trento, nonché con fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, una quota di tasse che in Italia già si pagano ma che si può destinare per il benessere delle comunità, anche in Kenya.

IRAN. BORSOTTO (FOCSIV): L’ITALIA PREMA PER FERMARE LE VIOLENZE

Mentre si continua ad aggiornare al rialzo le stime dei manifestanti arrestati o uccisi nelle proteste in Iran, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione di condanna, in cui chiede di condizionare le relazioni dell’Ue con Teheran al rispetto dello Stato di diritto. Un passo che va nella direzione delle tante manifestazioni di solidarietà che si registrano nel mondo, e anche in Italia. A prendere posizione anche la federazione Focsiv, con la presidente Ivana Borsotto: “La Focsiv chiede alle istituzioni internazionali e all’Europa di assumersi la responsabilità di ogni forma di pressione che possa fermare questa spirale di terrore e le esecuzioni sommarie, anche a partire dalla sospensione dei flussi commerciali e dalla confisca dei beni all’estero di questa oligarchia corrotta, e ai media di non distogliere l’attenzione”.

SUDAN. AL FIANCO DELLE VITTIME DELLA GUERRA, ANCHE A MALAKAL

In Sudan i combattimenti tra esercito e paramilitari non si arrestano e la popolazione civile è il primo ostaggio della violenza. L’ultimo, allarmante dato arriva da Save the Children, secondo cui in quasi tre anni di conflitto 8 milioni di bambini hanno perso in media 500 giorni di scuola. Al dramma dei morti, della fame e del peggior esodo di sfollati al mondo si aggiunge la prospettiva di una generazione senza istruzione e quindi senza futuro. Questo e altri temi sono stati al centro del webinar ‘Guerra in Sudan – Un assordante silenzio”. A intervenire anche suor Elena Balatti, missionaria comboniana, direttrice della Caritas a Malakal, impegnata nell’accoglienza dei profughi che attraversano la frontiera con il Sud Sudan. “C’è una certa paura”, sottolinea la religiosa, “della pressione che i paramilitari delle Forze di supporto rapido possano esercitare se avanzano verso El Obeid, se avanzano dal Darfur”.

GROENLANDIA. DA SUD MONDO AD ARTICO, LAND GRABBING RUBA 90 MLN ETTARI

Le pressioni degli Stati Uniti sulla Danimarca e l’Europa per annettere la Groenlandia riaprono anche il tema del “land grabbing”. L’accaparramento di terre è un fenomeno che tocca sia le comunità locali, sia i rapporti tra Stati, chiamando in causa questioni politiche, economiche, di sicurezza nonché di diritti umani e ambientali. Nel report ‘I padroni della terra’ la federazione Focsiv evidenzia come tra il 2002 e il 2022 oltre 90 milioni di ettari di terre siano stati accaparrati nel mondo mentre 358 difensori dei diritti umani venivano uccisi in 35 Paesi, solo per aver cercato di proteggere dalle devastazioni regioni, bacini idrici o foreste. In questi giorni, e alla luce dei nuovi sconvolgimenti geopolitici, la federazione è già al lavoro a un nuovo rapporto, in uscita a breve, che analizzerà il “land grabbing” dai Paesi del Sud del mondo all’Artico.

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