Leadership delle donne, Federmanager: “Con governance mista aziende vanno meglio”

Se n'è parlato nel corso del webinar "#ÈDonna #ÈStoria. Empowerment e leadership al femminile", promosso dall'Istituto per la Competitività (I-Com), l'Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) e il Gruppo Minerva Federmanager, di cui l'agenzia di Stampa Dire è stata media partner
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di Silvia Mari e Annalisa Ramundo

ROMA – “Abbiamo proposto nelle consultazioni di W20, per il G20, un progetto ‘Dalle quote rose alle aliquote rose’, una proposta di gender tax sui salari delle donne”. Con questo annuncio di Stefania Brancaccio, referente del Coordinamento Donne UCID, ha preso avvio il webinar di oggi pomeriggio su Zoom dedicato alla leadership delle donne. Un incontro dal titolo “#ÈDonna #ÈStoria. Empowerment e leadership al femminile”, promosso dall’Istituto per la Competitività (I-Com), l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) e il Gruppo Minerva Federmanager che, sui tre hastag cruciali, hanno movimentato un intenso dibattito a più voci, in collaborazione con InclusioneDonna, Gamma Donna e con il patrocinio del Consiglio Nazionale dei Giovani. Media partner del webinar l’Agenzia Dire e Formiche.net. Hanno moderato Simona Mulé, Referente Coordinamento Donne Giovani UCID; Andrea Picardi, Direttore Comunicazione Istituto per la Competitività (I-Com).

Proprio sul valore e il metodo della leadership una voce di riferimento è stata quella di Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza Università di Roma. “Pari opportunità per pari capacità è il mio motto- ha esordito la Rettrice- La mia elezione è stata diffusa per essere quella della prima donna, ma mi preme ricordare che è stata la prima volta che il Rettore è stato eletto al primo turno e con il 61% delle preferenze. Il progetto che ho proposto alla nostra comunità è nato quindi come condiviso”. I numeri “delle donne ‘professore ordinario’ si assestano al 24%- ha aggiunto Polimeni- Alla Sapienza un po’ meglio al 27%, ma la strada è ancora lunga. Mi auguro che il Recovery Fund porti a fondi mirati per l’occupazione femminile“.

LEADERSHIP FEMMINILE E NETX GENERATION EU

Un proclama vero e proprio invece quello lanciato da Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager: “Dove c’è governance mista le aziende vanno meglio– ha detto- I due asset per cambiare il Paese sono la sostenibilità e la leadership femminile. Abbiamo bisogno delle donne in azienda”. Filo rosso della discussione l’impatto e le conseguenze lasciate dalla pandemia Covid19 e la possibilità di ripresa grazie al Piano nazionale Next Generation che non potrà non prevedere, questa la riflessione dibattuta nel webinar, il tema della parità di genere. Hanno portato uno specifico contributo su questo tema Sila Mochi, founder di Inclusione Donna; Stefania Brancaccio, referente Coordinamento Donne UCID; Pierluigi Germani, referente Movimento Giovani UCID; Valentina Parenti, founder Associazione Gamma Donna; Renata Tebaldi, Coordinatrice Nazionale Federmanager Minerva; Maria Cristina Pisani, Presidente Consiglio Nazionale Giovani; Gian Luca Galletti, Presidente UCID Nazionale che ricordato il valore della “cultura e dell’educazione”.

Stefano da Empoli, presidente I-Com, ha parlato della necessità di “acceleratori per portare la parità nel modello economico. Giustissima l’equità, ma da economisti- ha aggiunto- sappiamo che la diversità porta PIL. Immaginare forme di detassazione per l’occupazione femminile- ha proseguito- sarebbe interessante, pensando magari ad applicazioni in via sperimentale per alcuni momenti della vita delle donne”. “A me piace parlare di percorso di carriera, è importante valorizzare la storia perché credo che questo sia l’elemento fondamentale: essere valutate per quello che sappiamo fare, indipendentemente dall’elemento di parità di genere”. È la posizione radicata nella sua storia di studio e di carriera in Polizia di Maria Luisa Pellizzari, Prefetto e prima donna Vice Capo della Polizia di Stato. “Quando sono entrata come Vice Commissario era un mondo prettamente maschile e per me- ha sottolineato- rappresentava una sfida”.

Il tema del “merito e del talento” ha attraversato anche l’esperienza personale di Monica Parrella, Dirigente Generale dello Stato, che ha parlato delle difficoltà di conciliazione, della maternità: “Nel settore privato molte di queste donne escono dal mondo del lavoro quando scelgono la famiglia, troppe sono ancora in imbarazzo su questa scelta e spesso la ghettizzazione di queste figure avviene in mondo consapevole”. Senza pensare a una leadership ‘compassionevole’ Parrella ha parlato della necessità di “prendersi cura e accudire”: atteggiamenti un tempo considerati come “debolezza, ma qualcosa sta cambiando- ha concluso Parrella- stiamo parlando di leader con una visione più ampia, con uno sguardo che vada oltre, soprattutto nei modelli difficili. Il modello della leadership sta cambiando non solo per le donne, ma per tutti”.

CASELLATI: “POLITICHE DI GENERE SIANO PROTAGONISTE NELL’AGENDA POLITICA”

“È sempre un piacere portare il mio saluto e gli auguri di buon lavoro ad appuntamenti come questo. Ringrazio l’Ucid nazionale e tutti coloro che si sono impegnati per rendere possibile questo importante momento di confronto e di approfondimento sulle politiche di genere. Un tema a cui rivolgo da sempre particolare attenzione e che deve tornare ad essere protagonista dell’agenda politica e istituzionale. Perché per ogni esempio di leadership o successo femminile nel mondo del lavoro, dell’economia, della cultura, della scienza o nelle istituzioni, ci sono ancora troppe storie non raccontate”. Così la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nel videomessagio inviato in occasione del convegno ‘#Èdonna #Èstoria. Empowerment e leadership al femminile’.

“Storie di pregiudizi, di barriere che impediscono a tante donne di talento di esprimere le proprie capacità e di vedere riconosciuti i propri meriti- continua la presidente del Senato- Quelle stesse donne che continuano a sostenere il peso maggiore della pandemia, tra scuole chiuse e mille altre difficoltà quotidiane perche’, in questi mesi di emergenza, continuano ad essere protagoniste di una nuova resistenza. Una resistenza combattuta con le armi della creativita’, dell’intelligenza, della generosità, della concretezza e della forza di volontà. Sono loro il migliore esempio di un potenziale femminile che vale più di un punto di Pil. E ciononostante continua a essere colpevolmente sottovalutato in troppi ambiti della nostra società”. Un limite, sottolinea Casellati, “che abbiamo il dovere di infrangere una volta per tutte, specie sul piano culturale e iniziare così a disegnare l’Italia di domani. Un Paese più forte, moderno e consapevole delle proprie risorse; libero dalle morse del pregiudizio di genere; un Paese in cui la partecipazione delle donne non sia più una questione di ‘proporzioni’ o ‘quote rosa’, ma un dato fondato esclusivamente sulle capacita’, sulle competenze, sul merito. Un Paese migliore, di pari opportunità e pari dignità'”, conclude. 

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