Bologna, ‘guardie e ladri’ con la polizia che interrompe la movida

piazza scaravilli bologna polizia
Con le piazze Scararvilli, Verdi, San Francesco e Aldrovandi transennate, gruppi di giovani si sono formati in via Zamboni e in zona Pratello. Ieri sera man mano che le volanti della Polizia si avvicinavano, i ragazzi si allontanavano, in una sorta di inseguimento al rallentatore
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BOLOGNA – Il giro di vite stabilito su piazza Scaravilli e sulla vendita di alcolici nel centro storico di Bologna rappresenta “una misura purtroppo necessaria dopo i fatti di questi giorni. I contagi sono ancora alti e non possiamo permetterci che per l’irresponsabilità di pochi, paghi la maggioranza dei cittadini che rispetta le regole” dichiara l’assessore alla Sicurezza, Alberto Aitini, con un post pubblicato al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura.

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“In questi giorni siamo dovuti intervenire più volte, in particolare in zona universitaria- sottolinea Aitini- per assembramenti“. La voglia di uscire e tornare ad una vita normale “è comprensibile ma queste situazioni rischiano di vanificare gli sforzi che i cittadini e le attività economiche hanno fatto in questi mesi”, afferma Aitini. Per questo, riepiloga l’assessore, il Comitato per l’ordine pubblico ha deciso di chiudere dalle 18 alle 6 di mattina piazza Scaravilli (oltre a piazza Verdi, piazza San Francesco e piazza Aldrovandi) e di potenziare il presidio e il controllo delle forze dell’ordine per contenere lo spostamento delle persone nelle aree limitrofe. Inoltre, il sindaco Virginio Merola farà un’ordinanza che prevede in centro la chiusura alle 18 dei piccoli negozi di alimentari (che spesso diventano quasi locali di somministrazione) e il divieto di vendita di alcolici dopo quell’ora per le attività che possono rimanere aperte (tipo i supermercati).

Le reti da cantiere, sistemate dall’Università, sono collocate in modo da impedire l’accesso a quasi tutta la parte centrale della piazza: è possibile camminare sotto i portici e attraversare l’area tramite un corridoio centrale, abbastanza largo anche per i veicoli. Una volante della Polizia sorveglia la situazione all’imbocco di via XX Ottobre 1944, un’altra fa avanti e indietro nei dintorni.

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Ne consegue che non ci sono persone in piazza, ma gruppetti di ragazzi sono sparsi tra via Zamboni e piazza Verdi: anche qui ci sono le transenne, ormai da mesi, ma c’è chi staziona comunque nell’area interdetta. Stesso discorso per piazza San Francesco, in zona Pratello, dove le transenne dovrebbero impedire l’accesso al sagrato della basilica: in realtà, un visibile numero di persone occupa le sedute e altri punti della piazza, per l’aperitivo o due chiacchiere.

C’è un momento cui in piazza Scaravilli, nella zona universitaria di Bologna, in effetti non c’è davvero nessuno e regna un silenzio ben diverso dalle situazioni viste la sera negli ultimi tempi: tra le transenne collocate oggi e la presenza di un paio di volanti, anche i gruppetti di ragazzi che puntellavano il tratto di via Zamboni davanti alla piazza non si vedono più. Ma, in realtà, in sottofondo si sentono voci e anche musica. Decine di persone, a pochi metri di distanza, affollano l’incrocio tra via XX Settembre, via Belle Arti e via Bertoloni. Tant’è che pochi minuti dopo diverse volanti della Polizia si radunano in piazza Puntoni, poi gli agenti a piedi cominciano a percorrere lentamente via Belle Arti in direzione dell’assembramento.

La scena è abbastanza surreale: man mano che i poliziotti si avvicinano, i ragazzi presenti lungo la strada si allontanano. Una specie di inseguimento al rallentatore. Poi, quando gli agenti sono a pochi metri dall’incrocio dove c’è il grosso della gente, scatta la ritirata rapida: “Via, via. Ma via veloce”, si dicono i ragazzi ridendo. La Polizia si ferma, i giovani cominciano a ritrovarsi un po’ più in là. E la musica accompagna anche tutta la scena.

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