VIDEO | Caporal maggiore Arianna: “Mai sentita meno di un uomo”

L'abbiamo incontrata in una delle tante operazioni del battaglione di manovra di cui fa parte e per il quale è operativa nell'area del Regional Command West, precisamente a Villaggio Italia di Pec
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PEC (KOSOVO) – Arianna Liberatori è caporal maggiore dell’Esercito italiano. L’abbiamo incontrata in una delle tante operazioni del battaglione di manovra di cui fa parte e per il quale è operativa nell’area del Regional Command West, precisamente a Villaggio Italia di Pec. E’ lei a guidare il Veicolo tattico leggero multiruolo conosciuto come Lince. Insieme a lei, in servizio sul mezzo, altri tre militari provenienti dal 17mo Reggimento artiglieria controaerei Sforzesca.

“Sono qui per garantire la sicurezza della popolazione e del monastero di Decani – dove la Kfor è ancora ‘first responder’ per la difesa del luogo dichiarato patrimonio Unesco – e facciamo le guardie qui a Villagio Italia. Siamo arrivati da dicembre e rimarremo fino a giugno“, spiega il caporal maggiore, soldatessa di 27 anni, che questo desiderava fare fin da bambina e che sottolinea di voler essere chiamata soldato. “Siamo tutti uguali, uomini e donne” puntualizza. “Facciamo lo stesso addestramento e le stesse cose, preferirei esser chiamata soldato”. 

“In questi 20 anni – dice Arianna Liberatori, commentando l’anniversario della legge che ha consentito l’arruolamento femminile – le donne sono state integrate al meglio e sinceramente non mi sono mai sentita meno di un uomo”. E nel suo lavoro di ogni giorno, alla guida di un mezzo blindato, su strade spesso strette e impervie, quando la fiducia della squadra che effettua la pattuglia in chi guida il mezzo è totale e decisiva, si sente sicura di sé e “orgogliosa di indossare la divisa“. La stessa sicurezza nella vita privata quando pensando al futuro ammette che non sarà facile, ma è fiduciosa: “Mi sposo l’anno prossimo. Il mio ragazzo è un civile e mi supporta“.

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5 Febbraio 2020
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