Malawi, annullato il voto di maggio: le ‘sardine’ esultano, ma il presidente Mutharika annuncia ricorso

Dalle proteste è nato un movimento noto come 'Demo', simile alle "sardine" italiane, "a cui va il merito di non essersi mai arreso"
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ROMA – Il presidente Peter Mutharika ricorrerà in appello contro la decisione della Corte costituzionale di annullare l’esito delle presidenziali dello scorso anno. Così si apprende dalla stampa del Malawi, stando a quanto ha detto il portavoce di Mutharika, Mgeme Kalilani: “Tale sentenza è un grave fallimento della giustizia nonché un attacco alle fondamenta democratiche di questo Paese”.

Ieri, cinque magistrati della Corte costituzionale, dopo sei mesi di audizioni, hanno decretato l’annullamento dell’esito del voto di maggio scorso, accogliendo la denuncia presentata dalle opposizioni secondo le procedure di voto e di spoglio delle schede sono state segnate da “irregolarita’”. La riconferma di Peter Mutharika, salito in carica nel 2014 – è stata pertanto decretata “nulla”.

Ora i legali dell’ex presidente avranno sei settimane per studiare i motivi del ricorso e inoltrarlo alla Corte. Nuove elezioni dovrebbero invece essere organizzate entro 150 giorni.

L’ONG: ANNULLAMENTO VOTO ATTO CORAGGIOSO PER DEMOCRAZIA

Ventisei anni fa tornava la democrazia in Malawi, dopo 30 anni di dittatura. Quest’oggi cinque giudici hanno deciso con coraggio di cancellare un’elezione che aveva visto grande voglia di partecipazione: 7 milioni di abitanti si sono registrati con mesi di anticipo e oltre 5 milioni sono andati a votare, il 21 maggio dello scorso anno. Poi il risultato contestato da un movimento di piazza coraggioso, che non ha desistito neanche dopo le pressioni delle autorità. Che questa sentenza possa veramente diventare un’alba di fiducia nella democrazia“. Questo il commento dell’ong Tamtam, che in una nota è intervenuta sulla decisione della Corte costituzionale di Lilongwe di annullare le presidenziali di maggio. A determinarla, delle irregolarità nel voto che aveva sancito la riconferma del capo di Stato Peter Mutharika.

“Dopo la proclamazione dei risultati- ha proseguito Tamtam- mentre si tornava alla quotidianità, pian piano sono emersi dati condrattittori a proposito dei risultati. Ad alzare la voce non sono stati solo i candidati che avevano perso, ma anche la società civile. Ci sono state manifestazioni, da cui è nato un movimento noto in tutto il Malawi come ‘Demo’, con cui si è risvegliato un Paese abituato ad accettare tutto quanto viene deciso”.

Secondo l’ong, tale movimento sarebbe simile alle “sardine” italiane, “a cui va il merito di non essersi mai arreso nonostante le intimidazioni da parte del governo”.

Dopo l’annullamento dei risultati, “è stata invalidata la rielezione del presidente attuale. Mutharika aveva vinto con il 38 per cento dei voti contro il 35 per cento di Lazarus Chakwera e il 20 per cento di Saulos Chilima. I rimanenti 4 candidati avevano complessivamente ricevuto il 6 per cento dei voti”.

Tamtam ha proseguito sottolineando che “il cammino dei giorni a venire sarà lungo”, quindi ha elencato quelli che considera i vulnus del sistema elettorale del Malawi: “manca l’anagrafe e questo renderebbe laboriosa qualsiasi elezione, politica o amministrativa”. Poi “andrebbe cambiata la legge elettorale che si basa sulla maggioranza semplice del 50 più 1”. Bisognerà quindi “nominare una nuova Commissione Elettorale, visto il fallimento della giudice Jane Ansah, di cui il movimento ‘Demo’ ha chiesto le dimissioni”. Si dovrà “rivedere la composizione dei candidati alla presidenza”.

Quindi, l’interrogativo: “l’esercito del Malawi continuerà a farsi garante della Costituzione come in passato, a differenza della polizia che si è sempre venduta al partito di governo arrivando nel 2011 a uccidere venti cittadini ‘colpevoli’ di manifestare contro il governo?“.

Tutte queste domande “dovranno fare i conti con il partito della presidenza che ora potrà fare ricorso in appello contro il giudizio della Corte Costituzionale, trascinando il paese in mesi di corsi e ricorsi giudiziari. Il Malawi potrebbe sprecare anni che non si può permettere, dato che ad oggi due milioni di persone soffrono la fame”.

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5 Febbraio 2020
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