RECENSIONE | Margot Robbie folle, indipendente e esplosiva in “Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)”

Il film tratto dall'universo DC Comic dal 6 febbraio al cinema
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ROMA – Harley Quinn è tornata più folle e imprevedibile che mai. A quattro anni di distanza da ‘Suicide Squad’, Margot Robbie veste nuovamente i panni della bad girl della Dc Comic, divenendo protagonista di ‘Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)’. “La cosa più eccitante per un attore è avere una varietà di scelte per il proprio personaggio, e nell’interpretazione di Harley Quinn si può fare qualsiasi cosa. È una sensazione davvero liberatoria e creativamente stimolante”, ha dichiarato l’attrice, che è anche produttrice del film. In ‘Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)’ la ex compagna del villain Joker, dopo aver definitivamente messo la parola fine alla sua relazione, deve trovare se stessa e sfuggire dalle grinfie dei numerosi nemici accumulati nel corso degli anni, grazie alle scorribande a cui ha preso parte insieme a ‘Mr J.’.

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Rimasta sola, con come unica amica una iena di nome Bruce (‘beh…quell’altro ragazzo di Gotham), Harley per sopravvivere si troverà suo malgrado a far parte di un’improbabile squadra tutta al femminile, composta dalla figlia di un boss mafioso in cerca di vendetta (‘La cacciatrice’, interpretata da Mary Elizabeth Winstead), una cantante ‘dalla voce che uccide’ (‘Black Canry’, Jurnee Smollett-Bell) e una detective del dipartimento di Gotham City (‘Renee Montoya’, alias Rosie Perez). A unire il gruppo la ricerca di una piccola borseggiatrice, Cassandra Cain (Ella Jay Basco), finita nel mirino di un comune nemico, il boss della mafia Roman Sionis, interpretato da Ewan McGregor.

BIRDS OF PREY, RECENSIONE

Nell’epoca del #MeToo la Dc Comic cavalca l’onda del ‘girl power’ portando sullo schermo un gruppo di donne forti e determinate, ognuna alla ricerca del proprio riscatto (personale per Harley Quinn, la Cacciatrice e Black Canary e lavorativo per Renne Montoya, i cui meriti sono stati usurpati ‘dal potere maschile’). Nonostante un finale sbrigativo e deludente, la pellicola ad alto tasso di azione e risate, risulta godibile e scorre veloce, attraverso complesse e mozzafiato coreografie di combattimenti, in cui Robbie da’ il meglio di se.

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5 Febbraio 2020
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