fbpx

Tg Ambiente, edizione del 5 febbraio 2019

RIFIUTI, CANTONE: MASSICCIA INFILTRAZIONE MAFIE

C’è una “massiccia infiltrazione delle organizzazioni criminali nel settore dei rifiuti. Le interdittive antimafia ormai non riguardano più solo le regioni meridionali”. Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, l’Anac, lo dice alla commissione Ecomafie. “L’infiltrazione mafiosa o paramafiosa è diventata quasi una costanza nonostante l’impegno delle Prefetture- spiega- e le interdittive non riescono a sostituire le imprese perché in certi contesti è difficile trovare imprese che sostituiscano” quelle colpite dalle esclusioni. Ma non basta: ci sono “numerosissime, significative e reiterate criticità” nella gestione degli appalti del settore raccolta e gestione rifiuti. Criticità che emergono “sia nella fase di programmazione che di aggiudicazione e di esecuzione”. Nel settore rifiuti “da nord a sud si rileva una violazione sistematica delle regole del Codice degli appalti, con un indebito uso della proroga tecnica”, denuncia il presidente Anac.

CITTADINI SEGNALANO, CARABINIERI BECCANO INQUINATORI

63 denunce tra titolari, amministratori e gestori di aziende e imprese per l’inosservanza o l’assenza delle autorizzazioni agli scarichi industriali. Sequestri per oltre 5 milioni tra aziende che si occupano di materie plastiche e chimiche, di produzione di materiale ferroso, officine meccaniche, autolavaggi ma anche alberghi e plessi ospedalieri pubblici o privati. Questo l’esito dell’operazione contro l’inquinamento delle acque svolta dal Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente in Campania, Calabria, Basilicata e Puglia. Nel mirino i processi di depurazione delle acque reflue industriali. L’operazione ha preso il via accogliendo “prevalentemente”, segnalano i Carabinieri, le segnalazioni di cittadini allarmati dai rischi di contaminazione delle falde acquifere. “Un grandissimo risultato, sia per le dimensioni dell’operazione, sia perché dimostra che la sinergia tra cittadini e forze dell’ordine e’ un’arma formidabile contro i crimini ambientali- commenta il ministro dell’ambiente Sergio Costa- Il mio appello è: continuate a segnalare”. 

L’ULTIMA STAGIONE DI CACCIA? 12 MORTI E 50 FERITI

12 morti e 50 feriti: questo il bilancio, doloroso, dell’ultima stagione di caccia 2018-19, dal primo settembre 2018 al 30 gennaio 2019, secondo i dati forniti dalle associazioni venatorie e dal Comitato nazionale caccia e natura. I ferimenti dell’ultima stagione hanno coinvolto per il 74% dei casi cacciatori – 37 feriti – e per il rimanente 26% dei casi non cacciatori – 13 feriti – . I 12 decessi accertati indicano una diminuzione del 33% rispetto alla precedente stagione. Gli incidenti mortali che hanno coinvolto i cacciatori sono stati 10, l’83% del totale, mentre quelli che hanno coinvolto i non cacciatori sono stati 2, il 17% del totale. Con 50 feriti si registra invece un calo del 17% rispetto al 2017-18. 

COSTA: SONO AL LAVORO SU 11 DECRETI ‘END OF WASTE’

I decreti End of waste sono quelli che cambiano la natura giuridica di un materiale: da rifiuto a materia prima seconda da riciclo. “Oggi abbiamo due decreti ministeriali End of waste, sul combustibile solido secondario- Css e sul fresato d’asfalto. Di prossima pubblicazione, e già notificato alla Commissione Ue, quello sui prodotti assorbenti per la persona. Sono invece prossimi ad essere notificati i decreti sulla gomma vulcanizzata granulare, sul pastello di piombo, sui rifiuti da costruzione e demolizione, sulle plastiche miste, sul pulp di carta da macero. Abbiamo già pianificato il vetro sanitario, la vetroresina, i rifiuti inerti da spazzamento delle strade, gli oli alimentari esausti, le ceneri di alto forno, i residui da acciaieria”. Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, parlando alla commissione Ecomafie fa il punto sulle norme attese dal settore del riciclo, pressoché bloccato in loro attesa. “In tutto stiamo parlando di oltre 3 milioni di tonnellate di extra rifiuti che togliamo dal ciclo, oltre ai 51 milioni di tonnellate di rifiuti di costruzione e demolizione”, precisa Costa.

KENYA, SALPA SAMBUCO DI PLASTICA AMICO DEL MARE

Tutto in plastica riciclata, albero maestro a parte, il sambuco ‘Flipflopi’ è salpato dal porto keniano di Lamu con un messaggio di rispetto per l’ambiente e di sostenibilità. Il nome è stato scelto perché rimanda ai sandali infradito, 30mila, dai colori sgargianti, che ne formano lo scafo. Con la sua vela triangolare, secondo una tradizione millenaria nell’Oceano Indiano, ‘Flipflopi’ sta puntando verso l’arcipelago di Zanzibar, dove è atteso il 6 febbraio. L’iniziativa, 500 chilometri a più tappe, dovrebbe permettere di sensibilizzare le comunità di pescatori sulla necessità di unirsi per preservare il mare e i propri mezzi di sostentamento. I rifiuti riciclati su ‘Flipflopi’, dieci tonnellate tra tappi e bottigliette, sono stati raccolti lungo la riva. “Basta inquinare il nostro mondo”, ha ammonito il costruttore Ali Skanda, “Molti esseri viventi stanno soffrendo per questa giungla di plastica”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Guarda anche:

5 Febbraio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»