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Imprese, Prof. De Filippis: “Ricerca e lavoro, è ora di contaminarsi”

Docente di Tecnologia meccanica al Politecnico di Bari, si spende affinché le piccole e medie industrie italiane capiscano l'importanza di collaborare con le università
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ROMA – “Troppo spesso il mondo delle imprese e quello delle università non si parlano, perché l’università è a volte troppo avanti o troppo indietro. Invece dovrebbero contaminarsi, ne avrebbero molto da guadagnarci entrambi”. Luigi Alberto De Filippis, docente di Tecnologia meccanica al Politecnico di Bari, si spende affinché le piccole e medie industrie italiane capiscano l’importanza di collaborare con le università, in particolare col mondo della ricerca.

convegno_de filippis“Portare i ricercatori dal mondo dell’univeristà e dei centri di ricerca all’interno delle aziende- spiega in una intervista alla Dire- non può far altro che far crescere le aziende, permettendo alle imprese di innovare, diventando così più competitive sul mercato”.

Per De Filippis, presidente del comitato Piccola industria di Confindustria Taranto, i benefici di una “contaminazione” sono molteplici. “Oltre alle competenze provenienti dalla ricerca, si instaura un rapporto con il mondo delle università molto più ampio: le università hanno contatti a livello nazionale e internazionale, tutte le tematiche di interesse di un’azienda possono trovare risposte nel mondo della ricerca“.

Questi temi sono stati affrontati a Taranto, in un convegno che si è proposto di unire il mondo dell’impresa a quello della ricerca, elemento distintivo delle attività del project team regionale ‘Ricerca e innovazione’ del comitato Piccola industria Puglia. Non solo: “Le potenzialità sono tantissime: sia per le aziende che non hanno un laboratorio e possono utilizzare i laboratori nelle strutture pubbliche con dei costi abbordabili che per le università, che possono finalmente vedere la propria ricerca applicata. Inoltre- aggiunge De Filippis- le aziende possono affidare alle università anche attività di consulenza, portando soldi alle univeristà”. Il rapporto tra mondo del lavoro e istruzione può avere molte applicazioni: “I dottorati di ricerca che durano 3 anni- propone- potrebbero essere finanziati anche dalle aziende, grazie anche al fatto che tutti i costi che vengono affrontati per attività di questo tipo sono recuperabili dal punto di vista fiscale”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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