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La Legge Cirinnà e le tante banalità sulle adozioni gay: chi può definirsi un bravo genitore?

di Barbara Varchetta,  (Pubblicista, esperta di Diritto e questioni internazionali) Può un padre, degno di questo nome, soltanto
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di Barbara Varchetta (Pubblicista, esperta di Diritto e questioni internazionali)

Può un padre, degno di questo nome, soltanto immaginare di dar fuoco alla propria compagna ed alla figlia che questa porta in grembo devastando per sempre le vite di entrambe? E possono due ragazzi ultraventenni pianificare di sfregiare con l’acido il volto di un coetaneo, segnato irrimediabilmente da tale gesto scellerato, non pentirsi di quanto accaduto ed allo stesso tempo divenire genitori ed allevare con equilibrio e cura il proprio bambino? E’ possibile definire adeguata la condotta di migliaia e migliaia di genitori che costringono i propri figli a rinunciare alla loro infanzia istradandoli verso la delinquenza (le vie delle nostre città ne sono piene), negando loro la possibilità di studiare, migliorarsi, riscattarsi dalla condizione di sudditanza psicologica e materiale alla quale sono condannati a causa dell’ignavia di chi li ha messi al mondo? E che dire di quei genitori violenti e abusanti o di quei figli nati a seguito di uno stupro che hanno avuto il privilegio di conoscere la vita soltanto grazie al gesto d’amore estremo di una madre che ha comunque deciso di partorirli? Insomma, il tanto evocato e riesumato elemento naturale (che ha giocato inopportunamente un ruolo centrale nel dibattito di questi giorni in tema di unioni civili e adozione del figlio del partner) non sembra essere condizione sufficiente a fare di due esseri umani di sesso diverso dei bravi genitori.

Il confronto politico sulla legge Cirinnà, consumatosi prevalentemente nelle sedi televisive, mostra un quadro davvero deficitario sul piano del contenuto giuridico, costringendo ancora una volta gli italiani ad accontentarsi di motivazioni insufficienti a sostegno di questo o quel provvedimento del Governo o dello stesso Parlamento. Si è sentito di tutto: i bambini che vivono con coppie gay hanno più possibilità di altri coetanei di diventarlo! La sfera emotiva di questi bambini è alterata dalla presenza in famiglia di due padri o due madri…Se non si è in grado di procreare naturalmente non si può diventare genitori…Bisogna arginare il fenomeno e non incoraggiarlo con leggi dello Stato… Stiamo aprendo le porte alle pratiche di clonazione umana…  Nessun accenno ai diritti potenzialmente negati a questi bambini che, è bene ribadirlo, non sono ipotesi di laboratorio ma esistono e vivono le loro vite con tale naturalezza da lasciare stupefatti. Poca chiarezza, che invece sarebbe stata necessaria, si è fatta sull’iter di adozione che presuppone sempre l’analisi accurata da parte di un giudice nonché il successivo provvedimento del tribunale emanato per ogni singolo caso posto all’attenzione del magistrato. Niente automatismi nè estensioni analogiche di diritti e doveri a carico del partner che non ne faccia espressa richiesta e, soprattutto, nessuna equiparazione con il vero genitore… tantomeno alcun pregiudizio per il bambino che si ritroverà ad avere soltanto una doppia tutela su più fronti laddove venisse meno la figura del genitore biologico.

E’ opportuno, infine, tranquillizzare gli illustri autori delle pseudoscientifiche perle di saggezza circolate in questi giorni: un bambino che vive con due genitori gay non diventerà a sua volta gay per il sol fatto di assistere ad atteggiamenti affettuosi tra due uomini/donne. In un ambiente familiare accogliente ed accudente, libero da condizionamenti preconcetti, emotivamente stabile, la sfera affettiva del minore non potrà che essere rafforzata, migliorando persino l’autostima, elemento fondante l’equilibrio psicologico del bambino (si vedano in proposito gli studi degli ultimi 25 anni!). Se il presupposto della genitorialità fosse, infine, legato alla sola capacità naturale di generare, dovrebbero esser riviste e censurate le pratiche di fecondazione assistita omologa ed eterologa e persino le adozioni, consentite oggi alle sole coppie eterosessuali…Una follia.

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