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Cooperazione, ecco ‘Sviluppa’: avanti con co-progettazione partecipata

Il progetto dell'Aics mira a incrementare la trasparenza e l'accesso della cittadinanza ai progetti di cooperazione
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Di Brando Ricci

ROMA – Compiere la “transizione digitale” del sistema Italia della cooperazione, creando spazi e strumenti per “una co-progettazione partecipata” che porti anche a un’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) più “inclusiva”, “efficiente” e all’insegna di “un dialogo strutturato” con tutti gli stakeholder. Sono le parole chiave del progetto ‘SvilupPa’, presentato oggi nel corso di un webinar da Emilio Ciarlo, risponsabile comunicazione e relazioni istituzionali di Aics.

Il progetto, ha spiegato il dirigente, mira a incrementare la trasparenza e l’accesso della cittadinanza ai progetti di cooperazione tramite due piattaforme: la prima, denominata Sistake e definita “la casa degli stakeholder”; la seconda, Openaid, una finestra digitale grazie alla quale sarà possibile individuare i diversi progetti direttamente da una cartina del mondo. “Di ogni realtà si potranno consultare dati finanziari e stato dei lavori- ha sottolineato Ciarlo- mentre sarà garantito l’accesso alle rendicontazioni con i dati del sistema contabile e gestionale Sisgov”.

L’obiettivo del progetto sarebbe una cooperazione italiana più efficiente e una comunicazione tra i vari attori improntata alla “co-progettazione partecipata”. Una formula, questa, ha ricordato Ciarlo, “invocata dalle norme sul terzo settore e ribadita dalla Corte costituzionale”. Due le innovazioni in questo senso: la sostituzione dei bandi cartacei con quelli digitali e l’introduzione dei “Cooperation Lab”.

“Saranno tavoli di lavoro digitali- ha spiegato Ciarlo- che metteranno in contatto la domanda di cooperazione dei Paesi terzi con l’offerta degli stakeholder”. L’idea sarebbe riunire “cluster settoriali di eccellenze italiane che metteranno insieme organizzazioni della società civile, università e imprese”. I “Lab” partiranno a gennaio, con tre esperienze pilota di sei mesi.

I settori individuati sono agricoltura, life sciences ed economia dei contesti rurali, costieri e marini. I partner capofila per ogni “Lab” sono rispettivamente la Regione Veneto, il Cluster of Health Innovation and Community (Chico), dal Lazio, e il Ciheam, dalla Puglia. I rappresentanti dei tre enti hanno tutti preso parte alla presentazione.

A dar voce alle organizzazioni della società civile Raffele Salinari, del Coordinamento italiano delle ong internazionali (Cini). Salinari ha detto che “le organizzazioni della società civile prendono molto sul serio la proposta presentata da Aics” e sono impegnate “a studiare il protocollo d’intesa”. Tra i nodi da sciogliere, secondo il dirigente, i rischi “di sovrapposizione tra le strutture presentate oggi e il Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo (Cncs)”. Il riferimento è a un organismo istituito per legge nel 2014, composto dai principali attori del mondo della cooperazione. A partire dalle osservazioni di Salinari, Ciarlo ha sottolineato che i “Cooperation Lab” andranno ad “affiancare la struttura del Consiglio, in una dinamica di complementarietà”.

MAESTIPIERI (AICS): CON ‘SVILUPPA’ APERTI E FORTI

Migliorare la gestione funzionale della “macchina amministrativa” della cooperazione e allo stesso tempo l’accesso dell’opinone pubblica, che “deve essere protagonista” e “sapere cosa fa” il nostro sistema di cooperazione. Obiettivi del progetto SvilupPa, per una digitalizzazione “trasparente e funzionale” del settore, evidenziati oggi nel corso di un webinar da Luca Maestripieri, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).

Maestipieri ha detto che il progetto rilancia il mandato di Aics di “costituire un’innovazione nel mondo della cooperazione”. Secondo il direttore, SvilupPa servirà a “rafforzare le interazioni tra i vari attori della cooperazione” e a incrementare “la trasperenza di tutto il settore verso il mondo esterno”. Un aspetto, questo, ribadito da Maestripieri, che ha lamentato come spesso “dalla mancanza di comunicazione” derivano “quelle idee secondo le quali sperperiamo soldi pubblici senza realizzare obiettivi”, quando in realtà, ha sottolineato, “raggiungiamo traguardi che sono poi utili a tutti”.

Il direttore ha esortato a “continuare un percorso avviato” di efficientamento del sistema dell’Italia di cooperazione, “giudicato sostanzialmente in modo positivo dall’ultima Peer Review di Ocse-Dac”. Un riferimento, questo, al rapporto di valutazione del settore realizzato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presentato lunedì.

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