De Luca in questura da cittadino: “Lo Stato dia cenni di vita e punisca i delinquenti”

Il governatore a radio Crc racconta della denuncia sporta nei confronti dei contestatori che gli hanno lanciato dei sacchetti di spazzatura ad Aversa
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NAPOLI – “Sono andato in questura come un normale cittadino italiano a chiedere che lo Stato dia cenni di vita e si decida a punire i delinquenti“. Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca parla a radio Crc della foto che lo ritrae in fila nella questura di Napoli per sporgere denuncia nei confronti dei contestatori che gli hanno lanciato dei sacchetti di spazzatura la scorsa settimana ad Aversa (Caserta).

Qui la politica non c’entra niente. C’è un gruppo di squadristi, già individuati dalle forze dell’ordine, che da quattro anni – spiega il governatore – dà vita a vere e proprie aggressioni nei mie confronti e dell’istituzione che rappresento e lo fa per motivi di politica politicante. È gente mandata, ovviamente, e il riferimento alla Terra dei Fuochi è anche un sostegno implicito alla camorra, visto che noi stiamo facendo pulizia”.

Per De Luca, l’episodio di Aversa e la sua denuncia devono anche servire a “svegliare lo Stato. Ha dato prova di non esistere, ha mostrato il suo volto ridicolo visto che da 4 anni le aggressioni le fanno le stesse persone. Eppure non succede niente, siamo assolutamente indifesi”.

Il presidente della Regione, che alla polizia ha consegnato anche un dossier contenente diversi episodi registrati negli ultimi anni, afferma anche di aver “parlato con il Capo dello Stato, a cui ho ricordato che a febbraio 2017 quegli stessi squadristi entrarono nell’ospedale di Pozzuoli, rompendo una vetrata e procurando una contusione a un collaboratore. Avevo sporto denuncia, non è mai successo nulla. L’Italia non è un Paese civile”.

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4 Dicembre 2019
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