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Scuola, no alla mano alzata? “Proposta che fa sorridere”

di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva
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di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva

“Pensare che la mano alzata sia una forma di prepotenza fa sorridere, perché i ragazzi quando alzano le mani in assenza del docente non lo fanno certamente per rispondere a una domanda”. La pensa così Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, commentando la decisione del preside del liceo inglese ‘Samworth Church Academy School’ di Mansfield che ha vietato agli studenti l’alzata di mano per potersi candidare a rispondere alle domande.

“Questo gesto viene considerato poco democratico- continua lo psicologo- in quanto sarebbero sempre gli stessi a tenere la mano alzata. Vorrei ricordare che stiamo parlando di una classe di ragazzi, dove il poter interagire o il candidarsi per la risposta è un gesto da considerare benevolmente. È indice di partecipazione”.

Secondo Castelbianco “ipotizzare di dare un campanello o un pulsante per partecipare, così come avviene per le votazioni in Parlamento, è veramente discutibile. Se viene considerata una prepotenza il fatto che le mani alzate siano sempre le stesse, forse dovremmo ricordare che c’è un adulto che sta lì proprio per porre le domande agli studenti e per vedere se chi alza la mano lo fa in modo troppo insistente rispetto agli altri. In questo caso, dovrà essere l’adulto a richiamare i ragazzi che non partecipano e a trovare il modo di coinvolgerli. Cerchiamo di evitare che quegli studenti a cui verrà impedito di candidarsi- conclude lo psicoterapeuta- invece di alzare la mano alzeranno il dito medio quando arriverà loro la richiesta di partecipare in modo attivo alle lezioni”.

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