martedì 14 Aprile 2026

Torre dei Conti, la sovrintendenza sulle procedure adottate: “Nessun massimo ribasso né appalto a cascata”

L'ente fa chiarezza dopo il crollo: "Le procedure si sono svolte nel pieno rispetto dei protocolli in materia, sottoscritti dal Campidoglio insieme alle organizzazioni sindacali e alle forze sociali"

ROMA – In merito ai lavori di restauro della Torre dei Conti, si precisa che non vi è stato alcun ricorso al criterio del massimo ribasso, né la Sovrintendenza Capitolina ha mai autorizzato o consentito forme di appalto a cascata. Le procedure si sono svolte nel pieno rispetto dei protocolli in materia, sottoscritti dal Campidoglio insieme alle organizzazioni sindacali e alle forze sociali. I sei affidamenti diretti presenti sulla piattaforma Tuttogare riguardano esclusivamente servizi tecnici – progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, verifica della progettazione, indagini e rilievi. I professionisti incaricati sono stati selezionati tra quelli già individuati da Invitalia attraverso gare aperte per quanto riguarda il Coordinatore per la Sicurezza e la verifica della progettazione. La progettazione esecutiva è stata invece affidata a tre diversi operatori, scelti in base alla loro specifica competenza nelle categorie del restauro architettonico, degli impianti e delle strutture. Per la fase esecutiva dei lavori, l’operatore economico – il Raggruppamento temporaneo di imprese Edilerica Appalti e Costruzioni srl e Picalarga srl – è stato individuato mediante procedura di gara aperta, gestita dalla Società Giubileo 2025 in qualità di stazione appaltante, come previsto dall’Ordinanza del Commissario Straordinario n. 3 del 25 gennaio 2023. Si tratta di imprese altamente qualificate e con comprovata esperienza nel settore del restauro monumentale. La Sovrintendenza Capitolina esprime profondo cordoglio e la più sentita vicinanza alla famiglia e ai colleghi per la tragica perdita di Octav Stroici, impegnato in un intervento di tutela del patrimonio culturale di Roma”. Lo dice in una nota la Sovrintendenza Capitolina.

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