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Monsignor Jose Luis Ponce de Leon sulle violenze nell’Eswatini: “Subito un dialogo inclusivo”

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Secondo il religioso la scintilla che ha fatto divampare il malcontento popolare è stata la morte a maggio dello studente universitario Thabani Nkomonye
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ROMA – Un dialogo “nazionale e inclusivo” è “urgente” e non può essere “assolutamente” posticipato: così all’agenzia Dire monsignor Jose Luis Ponce de Leon, vescovo di Manzini, sulle proteste di piazza, le contestazioni del ruolo della monarchia e le violenze che attraversano ormai da cinque mesi Eswatini.
Secondo il religioso, missionario della Consolata di origini argentine, la scintilla che ha fatto divampare il malcontento popolare è stata la morte a maggio dello studente universitario Thabani Nkomonye.

“La polizia è stata accusata di avere delle responsabilità e il giorno del funerale a Manzini si è tenuta una manifestazione” ricorda monsignor Ponce de Leon: “Durante il corteo la situazione è precipitata”.
In piazza, a Manzini e anche nella capitale Mbabane, sono scesi studenti, attivisti e semplici cittadini. “Parallelamente – ricorda il vescovo – in tanti hanno cominciato a presentare petizioni chiedendo servizi sociali e cambiamenti nella forma di governo, con l’elezione del primo ministro e l’introduzione della democrazia multipartitica, mettendo dunque in discussione il ruolo della monarchia”.
Nel tentativo di favorire una mediazione, già a giugno è intervenuto il Consiglio delle Chiese dello Swaziland, il nome inglese di Eswatini, utilizzato dall’indipendenza ottenuta nel 1968 fino al 2018. Monsignor Ponce de Leon racconta per esperienza personale, avendo fatto parte della delegazione, composta da cattolici, anglicani e protestanti: “Finito l’incontro con il primo ministro non sono potuto rientrare a Manzini a causa dei posti di blocco eretti dai dimostranti; prima ho dato una piccola somma per passare ma poi non sono riuscito ad andare oltre, sono dovuto tornare indietro e ho trascorso la notte in una parrocchia vicina”.
Secondo monsignor Ponce de Leon, “oggi il Paese sta vivendo una situazione e un’incertezza senza precedenti”.

Non avrebbero sciolto i nodi le prime aperture del governo, che ha fissato l’inizio del “dialogo” per il prossimo anno, dopo l’incwala, celebrazioni tradizionali promosse dalla monarchia.
Re Mswati III, il sovrano che guida il Paese dal 1986, ha annunciato proprio ieri un accordo con i mediatori della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) per l’avvio di un confronto nazionale.
Secondo monsignor Ponce de Leon, il dialogo è urgente anche perché a causa delle violenze le scuole sono chiuse da mesi. “Il fatto è che i giovani hanno partecipato alle proteste di piazza” sottolinea il vescovo. “Resta in vigore anche il coprifuoco, non dovuto al Covid-19 ma al rischio di violenza”.

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