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Missionario della Repubblica democratica del Congo: “Assalto a Bukavu, i morti sono almeno 15”

Ne ha parlato con l'agenzia Dire padre Franco Bordignon dopo l'incursione di un gruppo armato in città
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ROMA – “Sono stati eretti posti di blocco perché non tutti gli assalitori sono riusciti a scappare: li stanno cercando nei quartieri, strada per strada”. Così all’agenzia Dire padre Franco Bordignon, missionario nell’est della Repubblica democratica del Congo, dopo l’incursione di un gruppo armato nella città di Bukavu.
Secondo il religioso, della congregazione dei saveriani, le autorità hanno riferito di almeno nove morti tra gli assalitori e di sei vittime tra i militari. “È verosimile che nel mirino siano finiti però anche civili, perchè ci sono state sparatorie nel centro abitato” aggiunge padre Bordignon. “La verità su quanto accaduto, a ogni modo, emergerà comunque solo tra alcuni giorni”.

Secondo una ricostruzione fornita dall’esercito, è possibile che il commando sia giunto dall’area di Bunyakiri, un’area a 60 o 70 chilometri a sud-ovest di Bukavu, e che sia affiliato al gruppo noto come Mai-mai Cpc64. Gli scontri sarebbero cominciati nella notte, dopo l’occupazione di alcune zone nei municipi di Ibanda e Kadutu.

Théo Ngwabidje Kasi, il governatore del Sud Kivu, la provincia dove si trova Bukavu, ha riferito oggi attraverso un comunicato che “la situazione è totalmente sotto controllo”. Militari e poliziotti continuerebbero però a presidiare sia la sua residenza che il campo-base dell’esercito, la sede della Radiotelevisione nazionale congolese (Rtnc) e le principali vie di accesso a Bukavu.
Con il termine Mai-mai si indicano gruppi armati nati nell’est del Congo in origine per difendere la popolazione e il territorio, in particolare dalle incursioni di milizie giunte dal Ruanda durante e dopo il genocidio del 1994.

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