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Tg Pediatria, edizione del 4 novembre 2021

Si parla di virus respiratorio sinciziale, Covid e ferro
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– CUTRERA (OPBG): VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE E’ TORNATO

“Il virus respiratorio sinciziale (VRS) is back e lo avremo in questa stagione, come dimostrano i primi casi che stiamo vedendo nel nostro ospedale e i dati già consolidati degli ospedali del Nord Italia”. Ad annunciarlo è Renato Cutrera, direttore dell’Unità operativa complessa di Broncopneumologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Sebbene non siano ancora stati individuati i meccanismi alla base dell’interferenza tra pandemia da Sars-Cov-2 e riduzione della circolazione di altri virus, tra cui anche il VRS, lo specialista sottolinea come la pandemia abbia “sconvolto, tra le altre cose, l’epidemiologia dei virus respiratori” e abbia altresì dimostrato che “le misure non farmacologiche di profilassi hanno ridotto se non azzerato alcune tipologie di ricoveri. In particolare, i dati sul VRS depongono per una recrudescenza nel momento in cui vengono allentate le misure di contenimento del Covid”.

– VACCINO, SIP: CAMPAGNA SU ADOLESCENTI PROSEGUE, FAMIGLIE CONSAPEVOLI

“La strategia vaccinale nella fascia over 12 prosegue regolarmente, ma bisogna continuare a lavorare per raggiungere alti livelli di copertura e garantire la migliore protezione agli adolescenti. C’è in ogni caso una maggiore consapevolezza delle famiglie e dei ragazzi stessi, consci del rischio e molto propensi ad essere protetti”. A dirlo è Rocco Russo, coordinatore del Tavolo tecnico sulle Vaccinazioni della SIP. Intanto negli Usa si valuta la possibilità di dare il via libera alle vaccinazioni Pfizer per i bambini dai 5 agli 11 anni. “È una grossa opportunità di prevenzione contro la diffusione del Covid-19- sottolinea Russo- l’intervento vaccinale deve essere globale e proteggere tutte le fasce di età per non trovare terreno fertile in sacche di soggetti suscettibili e, quindi, replicare e creare nuove varianti”.

– CHIAPPINI (MEYER): CON VARIANTE DELTA CASI PEDIATRICI 25% DEL TOTALE

“Secondo l’ultimo report dell’Iss, nell’ultimo mese i soggetti in età pediatrica che hanno contratto l’infezione da Covid-19 hanno rappresentato il 25% dei casi segnalati. Bambini e ragazzi si stanno dunque rivelando una fascia di popolazione importante nel contenimento dell’epidemia”. Lo sostiene Elena Chiappini, pediatra esperta di malattie infettive presso l’ospedale Meyer di Firenze, spiegando che “questo è dovuto a due fattori. Il primo è che attualmente oltre il 90% dei casi isolati sono riconducibili alla ‘variante delta’, che è altamente contagiosa e ha totalmente soppiantato la ‘variante alpha’. In secondo luogo, i bambini sono la fascia di popolazione meno vaccinata. Quindi il dato del 25% di contagiati in età pediatrica non stupisce”, conclude.

– FERRO NECESSARIO PER SVILUPPO NEUROLOGICO, CALIBRARLO IN DIETA BIMBI

“Nel vissuto popolare, ma anche in quello della classe medica, il ferro viene spesso relegato al ruolo eritropoietico, cioè alla produzione di globuli rossi e di emoglobina. In realtà questo elemento ha funzioni importantissime per l’immunità innata, per l’immunità adattativa e, nelle prime epoche di vita, per lo sviluppo neurologico. Parliamo di strutture raffinate come la mielinizzazione, la ramificazione dendritica dei neuroni e quant’altro”. Lo ha detto Vito Leonardo Miniello, vice presidente nazionale della Sipps, intervenuto a Caserta nel corso del XXXIII congresso della Società scientifica.

– FIBROSI CISTICA, SIMRI: CON NUOVI FARMACI AUMENTA ASPETTATIVA VITA

La fibrosi cistica è “una malattia antica quanto l’uomo: già oltre duemila anni fa, infatti, gli antichi romani la definivano la malattia del bacio salato e la associavano ad alti tassi di mortalità”. I progressi della ricerca “hanno permesso di portare importanti novità nell’ambito delle terapie, con nuovi farmaci etichettati come modulatori della proteina CFTR che rappresentano il nuovo baluardo per il trattamento della fibrosi cistica”. Lo spiega Salvatore Leonardi, consigliere della Simri, in occasione del XXV congresso nazionale della Società scientifica. “La fibrosi cistica- prosegue lo specialista- è la malattia genetica più frequente nella razza caucasica. Secondo i dati del Registro Italiano Fibrosi Cistica, i pazienti attualmente affetti dalla malattia sono 6.000, di cui oltre la metà ha più di 18 anni. Di certo l’aspettativa di vita oggi è cambiata grazie alle novità della ricerca che ne hanno mutato in parte la storia naturale. Non siamo ancora arrivati alla risoluzione ma- conclude Leonardi- sono stati fatti grossi passi avanti”.

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