Conte: “Rt a 1,7, rischio per terapie intensive. Non abbiamo alternative”. Ecco la divisione in fasce

Fascia rossa per Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta. Sicilia e Puglia sono aree arancioni. Le altre 14 regioni sono in zona gialla, quella meno a rischio e dove le restrizioni sono più leggere
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ROMA – La media nazionale dell’indice di trasmissibilità è 1,7. C’è “l’alta probabilità che diverse regioni superino la soglia critica delle terapie intensive”, dice il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa. “Comprendiamo il disagio, ma non abbiamo alternative. Dobbiamo tenere duro”. Così il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa in cui annuncia la suddivisione delle regioni nelle diverse aree di rischio a cui corrispondono diversi livelli di restrizione. Le misure entreranno in vigore venerdì 6 novembre.

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Rispetto all’ipotesi di suddivisione che era circolata nel pomeriggio, sono uscite dalla fascia arancione la Campania e la provincia di Trento e Bolzano (entrate in area gialla), mentre la Sicilia è uscita dalla fascia gialla per passare in quella arancione.

LE REGIONI ROSSE

Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta: sono le regioni dell’area rossa a livello di rischio alto. Lo dice il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa.

LE REGIONI ARANCIONI

Dell’area arancione con livello di criticità medio alta fanno parte Puglia e Sicilia. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa.

LE REGIONI GIALLE

Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto. Sono le regioni nella zona gialla, la meno a rischio.

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“REGIONI PARTE INTEGRANTE, NON NEGOZIAMO SU SALUTE CITTADINI”

“Le regioni non sono un alter ego rispetto a questo sistema. Sono parte integrante del sistema”. Lo dice il premier Giuseppe Conte rispondendo a chi gli ricorda la possibilità che alcune regioni possano ricorrere contro il sistema del dpcm associato alle ordinanze del ministro Speranza. “Il ministro non prende decisioni arbitrarie. Non ci possiamo permettere di lasciare a valutazioni politiche un sistema così serrato”, aggiunge Conte. Una volta definito l’impianto del dpcm e delle ordinanze “le conseguenze sono automatiche e sfuggono a qualsiasi contrattazione. Parliamo di cose serie, non è possibile mettersi a negoziare sulla salute dei cittadini. Viene rispettato il contraddittorio, ma a monte. Senza negoziazioni”.

“DOMANI IN CDM DECRETO RISTORI BIS”

“Dobbiamo tenere duro, siamo all’opera per mitigare gli effetti negativi di queste misure: già domani sera porteremo in Cdm un decreto legge che consentirà indennizzi agli operatori colpiti da queste misure, lo possiamo chiamare un decreto ristori bis: benefici da accreditare direttamente sui conti correnti tramite l’Agenzia delle entrate”, annuncia Conte.

“ANCORA MESI LUNGHI E DIFFICILI, SOSTENIAMOCI TUTTI”

“Ci aspettano ancora mesi lunghi e difficili, con l’impegno di tutti potremo raffreddare la curva epidemiologica e recuperare un margine di serenità, sorreggendoci e sostenendoci gli uni con gli altri”, dice ancora Conte.

“AL NATALE CON SERENITÀ E CI SARÀ ANCHE FIDUCIA NEI CONSUMI”

“Se arriviamo al Natale con un certo margine di serenità, anche la fiducia nei consumi non sarà depressa e potremo vedere un certo margine di ripresa”. Il premier Conte ha poi precisato che non sta pensando “a un Natale con veglioni e abbracci. Dobbiamo sempre rispettare le regole”.

“SERVIRANNO ALTRI CONGEDI PARENTALI”

“Ci sarà bisogno di altri congedi parentali perché ci saranno problemi per le famiglie quando andremo a prevedere la didattica a distanza per i bambini più piccoli”, dice Conte.

“RIMPASTO? NESSUNO L’HA CHIESTO E NON MI INTERESSA”

“In realtà non mi è stato chiesto da nessuna forza politica di operare dei rimpasti” di governo “e con la criticità che stiamo affrontando mi sembra che il tema dei rimpasti possa interessare poco i cittadini, non interessa me e non sta nemmeno a cuore delle forze politiche”. Così Giuseppe Conte, parlando da palazzo Chigi. “Domani ci confronteremo per dare nuova lena all’azione di governo e fissare le priorità”, aggiunge.

“TAVOLO CON OPPOSIZIONI, OFFERTA RESTA APERTA”

Il voto di lunedì in Parlamento “ha offerto qualche segnale di novità: le forze di maggioranza hanno votato alcuni impegni della mozione di centrodestra e pressoché all’unanimità è stata votata una mozione della Lega. Sono dei segnali che si ricollegano alla mia richiesta formulata ai presidenti delle Camere di trovare una sede, uno strumento per assicurare un confronto serrato, continuo e costante tra Parlamento e governo. Le opposizioni hanno rifiutato un tavolo di confronto“, ma “con piena distinzione dei ruoli, il governo avverte l’esigenza che in una sfida così drammatica tutti quanti possano condividere le informazioni e essere coinvolti nelle decisioni. Spetta alle opposizioni cogliere quest’invito, quell’offerta rimarrà aperta fino alla fine”. Così Giuseppe Conte, parlando da palazzo Chigi.

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4 Novembre 2020
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