New York al futuro presidente Usa: “Aiuti contro la pandemia”

Il consigliere Varma alla 'Dire': "In prima linea con test e tracciature"
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VARMAROMA – “Dal prossimo presidente degli Stati Uniti abbiamo assoluto bisogno di sostegno, perche’ la capacita’ di New York di rispondere alla pandemia dipende dai finanziamenti e da una stretta cooperazione con altri Stati e citta’. Anche se ci siamo lasciati alle spalle il picco dell’epidemia, la nostra resta tra le citta’ dove il Covid-19 e’ stato piu’ letale”. Cosi’ all’agenzia Dire Jay K. Varma, consigliere capo per la Salute pubblica per l’Ufficio del sindaco.

L’intervista si tiene al telefono da New York, poco prima che il sindaco Bill de Blasio annunciasse la possibilita’ per la Grande mela di battere il proprio record di affluenza in un’elezione presidenziale: circa 1,2 milioni di aventi diritto si sono recati alle urne, a cui si devono aggiungere altri 2,3 milioni di voti per corrispondenza. E secondo De Blasio “restano ancora centinaia di migliaia di voti da conteggiare”. La maggior parte degli elettori ha quindi optato per il voto a distanza dato che il coronavirus ancora fa paura, sebbene i numeri appaiano migliori rispetto a qualche tempo fa. “Da agosto la curva epidemica si e’ abbassata notevolmente, scendendo a due casi su 100.000 abitanti al giorno” conferma Varma. “Da settembre i casi sono tornati a salire ma gli accessi negli ospedali, i ricoveri e i decessi restano bassi”.

Tra i punti chiave della risposta dell’amministrazione De Blasio ci sono i test diagnostici: “Dopo il picco che e’ durato da marzo a maggio – spiega il consigliere – abbiamo messo in piedi il piu’ grande programma di test e tracciatura dei contatti del Paese, riducendo cosi’ i livelli di trasmissione del virus. Ad oggi eseguiamo in media 55mila test al giorno e abbiamo una capacita’ di 80mila. Oltre 4mila dipendenti ci lavorano a tempo pieno”.
Anche a livello locale, sottolinea Varma, “continuiamo a lavorare per sviluppare la capacita’ di risposta al Covid-19”. Tra i principali successi conseguiti, il consigliere cita “i centri per produrre dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere) e test di laboratorio. Il prossimo inquilino della Casa Bianca dovra’ aiutarci a continuare queste buone pratiche”. Secondo il consigliere per la Sanita’ pubblica, resta pero’ cruciale “l’impegno dei cittadini di New York, che hanno indossato le mascherine e mantenuto il distanziamento sociale. Abbiamo dovuto anche prendere la difficile, ma necessaria decisione di limitare le attivita’ al chiuso, come caffetterie, ristoranti, locali e palestre”.

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4 Novembre 2020
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