Omotransfobia, la Camera approva la legge. Proteste dai banchi della minoranza

Il voto finale dell'Aula della Camera alla legge Zan contro l'omotransfobia e la misoginia è avvenuto a scrutinio segreto
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ROMA – L’aula della Camera – con 265 sì, 193 no e un astenuto- ha approvato il testo unificato delle proposte di legge di contrasto alla violenza e la discriminazione per motivi legati alla transomofobia, alla misoginia e alla disabilità. Il testo, che prende il nome dal relatore Alessandro Zan (Pd), originariamente conteneva misure di prevenzione e contrasto solo per per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Durante l’esame in Assemblea le maggiori tutele sono state estese alla disabilità, con il consenso del centrodestra. Le opposizioni hanno pero’ fortemente contrastato l’approvazione dell’articolato che ora passa, in seconda lettura, all’esame del Senato. 

SEDUTA SOSPESA PER PROTESTE CENTRODESTRA CON BAVAGLI IN AULA

Poco prima dell’approvazione finale del ddl Zan breve interruzione decisa dal presidente della Camera Roberto Fico a causa delle protesta dai banchi del centrodestra al grido ‘Libertà, libertà”, mostrando alcuni bavagli.

Alla ripresa della breve interruzione dell’aula, per le proteste del centrodestra contro il ddl Zan, alcuni deputati di opposizione (tra cui quelli di Fdi) sono rimasti con i fazzoletti legati al volto. Il presidente della Camera, Roberto Fico li ha inviati a toglierli al momento del voto finale. Viste le resistenze, Fico ha annunciato che aprirà un’istruttoria su tale comportamento in Ufficio di presidenza.

Per il centrodestra si tratta di una legge “liberticida” che introduce il “reato di opinione” sulle questioni legate al sesso e al genere. A titolo personale, in dissenso dal gruppo FI, hanno votato sì le deputate azzurre Giusi Bartolozzi, Renata Poverini, Stefania Prestigiacomo e i colleghi Elio Vito e Matteo Perego. Edmondo Cirielli (Fdi) ha annunciato: “Quando vinceremo le elezioni sarà la prima legge che abrogeheremo”. 

La maggioranza compatta (Pd, M5s, Iv, Sel) ha voluto fortemente l’approvazione della proposta sottolineando che si tratta di un intervento “di civiltà”, “atteso da tanti anni” e che si ispira ai principi di pari dignità sociale sanciti dall’articolo 3 della Costituzione per contrastare i reati d’odio.

Una delle norme piu’ criticate dalle opposizioni è l’istituzione, il 17 maggio, della ‘Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia‘, con cerimonie e iniziative anche nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole elementari. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia chiedevano che l’ora scolastica “anti-discriminazione” (ribattezzata ‘l’ora di genere’) venisse prevista solo per gli istituti superiori paventando “propaganda gender sui piu’ piccoli”. Con la legge arrivano le indagini statistiche sulla discriminazione di genere che l’Istat, sentito l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad), dovrà svolgere con cadenza almeno triennale. Istituiti i centri anti-discriminazione per sostenere le vittime della violenza omotransfobica, con lo stanziamento di 4 milioni al Fondo per le politiche sui diritti e le pari opportunita’: in tutto il territorio nazionale ci saranno luoghi di assistenza e tutela (legale, sanitaria e psicologica) contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. 

Nel testo Zan contro l’omotransfobia e la misoginia, approvato dall’aula della Camera, si stabilisce in premessa che: per “sesso” si intende il sesso biologico o anagrafico; per “genere” si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per “orientamento sessuale” si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per “identita’ di genere” si intende l’identificazione percepita e manifestata di se’ in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione. L’articolo 1 della legge modifica l’articolo 604-bis del codice penale sui reati di Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’articolo 2 modifica l’articolo 604 ter del Codice Penale integrando l’aggravante di discriminazione con i motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identita’ di genere o sulla disabilita’.

Contro le accuse sul reato di opinione, avanzate dal centrodestra, all’articolo 3 (‘Pluralismo delle idee e liberta’ delle scelte’) la maggioranza ha precisato che la punibilita’ scatterà quando vi sia “il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti'” e che “le opinioni non istigatorie ‘restano salve’, in quanto gia’ discendenti direttamente dall’articolo 21 della Costituzione”. L’articolo 4 dispone che la sospensione condizionale della pena puo’ essere subordinata, se il condannato non si oppone, alla prestazione di un’attivita’ non retribuita a favore della collettivita’. L’articolo 5 modifica l’articolo 90-quater del codice di procedura penale sulla condizione di particolare vulnerabilita’ della persona offesa: nella valutazione si terrà conto anche dei reati commessi in ragione del sesso, del genere, dell’orientamento sessuale o dell’identita’ di genere All’articolo 6, le iniziative educative contro l’omofobia anche alle scuole elementari nell’ambito della Giornata nazionale contro l’omotransfobia il 17 maggio. All’articolo 7, le rilevazione statistiche sulla discriminazione di genere. Con l’articolo 8, infine, via libera all’istituzione dei centri anti-discriminazione.

Il voto finale dell’Aula della Camera alla legge Zan contro l’omotransfobia e la misoginia è avvenuto a scrutinio segreto, come chiesto da Fratelli d’Italia.

Dopo il pronunciamento dell’esito del voto da parte del presidente Roberto Fico, un lungo applauso è scattato dai banchi della maggioranza.

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4 Novembre 2020
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