Trump, Biden e le lezioni americane

il punto alla fine non è solo chi sarà il quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti
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ROMA – Gli Stati Uniti non sono mai stati così divisi. Sono rossi e blu, repubblicani e democratici. Due campi, anzi due fronti: noi contro loro, chi sta dalla parte giusta e chi vuole imbrogliare derubando il popolo della vittoria. Accade così che dopo l'”Election Day” gli Stati Uniti rischino di trasformarsi da riferimento planetario della liberaldemocrazia nell’arena di uno scontro senza regole né rispetto.

Nella notte americana Donald Trump ha annunciato che ricorrerà alla Corte suprema contro irregolarità che sarebbero state ispirate e commesse dai democratici o magari dal “Deep State”: un altro nome per dire establishment, potere vero. Insomma quell’elite che non si fa mai vedere in volto e che ogni giorno tradirebbe l’America. E allora, ricapitolando.

Per avere l’identikit dei 538 “grandi elettori” bisognerà aspettare giorni, forse anche oltre venerdì, quando in Pennsylvania saranno scrutinati gli ultimi voti inviati per posta. Ma il punto alla fine non è solo chi sarà il quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti. “Siamo arrivati a vedere chi ha un’opinione diversa dalla nostra come un nemico che non merita di vivere” ci raccontavano nella notte da Washington. “Questa mentalità sta avvelenando tutto: arriva dai massimi dirigenti e finisce nelle nostre strade, alla base e nelle viscere della società”.

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4 Novembre 2020
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