Elezioni Usa, dalla Florida al Texas: decidono gli Stati ‘too close to call’

Tra gli Stati più in bilico nella scelta tra Trump e Biden spiccano Florida, North Carolina e Texas
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ROMA – “Too close to call”, come dire “in bilico” e non ancora assegnabili: è la dicitura con la quale alcuni dei principali quotidiani e gruppi tv americani stanno accompagnando i nomi degli Stati chiave delle elezioni presidenziali.

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Su tutti, dopo la chiusura dei seggi sulla East Coast, nel Midwest e in una buona parte del centro del Paese, ci sono Florida, North Carolina e Texas. Stati dove Joe Biden e Donald Trump sono dati a pochi punti percentuali l’uno dall’altro o
distanti anche solo di pochi decimali.

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In Florida, dopo lo scrutinio del 93 per cento delle schede, il presidente uscente ha un vantaggio di tre punti e mezzo. Se in Georgia è avanti in modo più consistente, di circa 14 punti, la corsa è tutta da decidere in North Carolina, con Biden avanti di
appena sei decimi di punto.

Finora non ci sono state sorprese eclatanti. Trump dovrebbe tenere Alabama, Arkansas, Indiana, Kentucky, Tennessee, Oklahoma, South Carolina, North e South Dakota e West Virginia.

Biden è avanti in Colorado, Connecticut, Delaware, Vermont, Maryland, Massachusetts, New Jersey, New York e Washington DC.

Attenzione anche sul Texas, dal 1980 sempre repubblicano, ma dove quest’anno la corsa non appare scontata. Lo Stato dà diritto a ben 38 grandi elettori (vale di più solo la California, con 55): dopo lo scrutinio del 77 per cento delle schede, Trump è avanti di circa 2,4 punti. Vantaggi per il presidente, ma anche in questo caso “too close to call”, in Michigan e Pennsylvania: due Stati della “Rust Belt”, la regione delle periferie operaie del Midwest che nel 2016 voltò le spalle ai democratici.

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4 Novembre 2020
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