VIDEO | 20 anni di donne in armi celebrate in un calendario

Capo di Stato Maggiore: "Ai vertici porteranno qualcosa di geniale"
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NAPOLI – Giugno ha il volto di una sommergibilista operatrice al sonar, novembre è il mese di una pilota Eurofighter, ad agosto sfila una donna dei carabinieri in una parata. E poi ci sono in copertina gli occhi chiari di una mamma caporal maggiore capo, specializzata in pilotaggio remoto, immortalata in Libano. E ancora tante altre donne in armi, fotografate in mimetica, nelle basi in cui operano o nei teatri operativi. È il calendario che la Difesa ha dedicato alle donne per celebrare “i 20 anni dalla legge 380 del 20 ottobre del 1999 che ha aperto al reclutamento femminile nelle forze armate e nella guardia di finanza”.

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A presentarlo oggi pomeriggio al Circolo ufficiali di Napoli è l’ammiraglio Fabio Agostini, capo della comunicazione e pubblica informazione dello Stato Maggiore della Difesa, che ha ringraziato “gli uffici di pubblica informazione e comunicazione delle singole forze armate che hanno contribuito al progetto con gli scatti fotografici. L’innovazione rappresentata dall’ingresso delle donne – ha detto Agostini – ha reso la Difesa più completa e l’ha arricchita”.

VECCIARELLI: “ORGOGLIOSI DELLE NOSTRE DONNE IN ARMI”

“Siamo orgogliosi e fieri delle nostre donne in armi”. Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, intervenuto alla presentazione del calendario e che ha ricordato il valore che “le donne hanno portato alle forze armate, anche con la loro sensibilità”. “Rappresentano – ha aggiunto Vecciarelli – il 10% delle forze armate, sono 16mila e occupano gradi intermedi. Non vedo l’ora che arrivino ai vertici. Porteranno qualcosa di geniale”. La Difesa ha scelto di legare il calendario ad una mission sociale e il ricavato delle vendite del calendario andrà alla Fondazione Francesca Rava nata per aiutare bambini e mamme, principalmente in America Latina e Haiti.

PILOTA EUROFIGHTER: “NON È UN MESTIERE SOLO PER MASCHI”

“Per 11 anni sul velivolo Eurofighter ho contribuito alla sorveglianza dello spazio aereo nazionale, servizio che l’Aeronautica assicura 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 anche all’estero, laddove c’è bisogno. Recentemente mi è capitato di svolgere questo compito in Lituania, Estonia ed Islanda e ho affrontato decolli veloci, che si fanno in caso di necessità, con un team tutto al femminile. Questo per dire che le donne nelle forze armate sono assolutamente la normalità”. A raccontare la sua esperienza professionale alla Dire è Federica Maddalena, maggiore pilota dell’Aeronautica militare e fra le testimonial del “Calendario dello Stato Maggiore della Difesa 2020: 20 anni con le donne nelle Forze Armate” presentato oggi a Napoli. E sul rapporto tra genere, volo e addestramento Maddalena ha aggiunto: “No, non è assolutamente un mestiere da maschi”.

CAPORALMAGGIORE CAPO: “INTEGRATA NELL’AMBIENTE MASCHILE”

“Sono ormai 14 anni che sono arruolata e sono abbondantemente integrata nell’ambiente maschile. Nei primi periodi, forse, la donna con l’uniforme veniva vista con stupore nella società civile, adesso si è entrati nell’ottica che la donna possa essere in divisa, avere un ruolo ed esperienze che sono state prettamente maschili”. Risponde così alla Dire Sara Dicon, caporalmaggiore capo dell’Esercito del 41mo reggimento Cordenons, a proposito della percezione della donna in uniforme da parte dei cittadini. Dicon ha partecipato oggi a Napoli, al Circolo Ufficiali della Marina Militare, alla presentazione del “Calendario dello Stato Maggiore della Difesa 2020: 20 anni con le donne nelle Forze Armate” di cui è testimonial.

TENENTE CARABINIERI: “DONNE INCLINI AD ASCOLTO PIÙ VULNERABILI”

“Credo che le donne siano portate a sentire in audizione protetta quelle persone che sono particolarmente vulnerabili come bambini e donne. In questo caso, oltre ad avvalersi di persone di sostegno, anche noi diamo il nostro ausilio in modo tale che non si sentano doppiamente vittimizzate e riescano, quindi, a collaborare con la giustizia”. Nastassia Magno, tenente dei Carabinieri, risponde così alla Dire spiegando il valore e la peculiarità di genere che l’ingresso delle donne nelle forze armate ha portato in un Corpo come l’Arma dei carabinieri che “opera a stretto contatto con i cittadini”. Oggi a Napoli, nella sede del Circolo Ufficiali della Marina Militare, la presentazione del “Calendario dello Stato Maggiore della Difesa 2020: 20 anni con le donne nelle Forze Armate”, in occasione della ricorrenza del ventennale della legge 380 del 20 ottobre del 1999, che ha sancito la possibilità del reclutamento femminile nelle forze armate e nella guardia di finanza.

LA SOMMERGIBILISTA: “ORGOGLIOSA DI FAR PARTE DELLA MARINA MILITARE”

“Sono orgogliosa di far parte della Marina militare che, dal 2015, ha dato la possibilità alle donne di entrare nella componente sommergibili. Siamo in netta minoranza, ma questo non ci mortifica, anzi. La convivenza è tranquilla, non è per niente difficoltosa e tra colleghi ci spalleggiamo”. A parlare è Serena Giuseppina Resta, Comune di prima classe (classe Sauro) che ai giornalisti presenti a Napoli alla presentazione del “Calendario dello Stato Maggiore della Difesa 2020: 20 anni con le donne nelle Forze Armate” ha attestato la soddisfazione per aver partecipato al calendario e il suo percorso professionale.

UFFICIALE CARABINIERI: “DA DONNE FACILITÀ COMUNICATIVA”

“Avere le donne nel nostro Corpo è molto importante perché permette di avere facilità comunicativa con le persone, soprattutto oggi che abbiamo particolare attenzione al contrasto della violenza di genere”. Così, a margine delle celebrazioni a Napoli per il 4 novembre, l’ufficiale dei carabinieri Giorgia De Cutis sottolineando alla Dire il valore della legge 380 del 1999 che ha aperto alle donne le carriere militari.

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