“L’impatto del reddito di cittadinanza sul lavoro è nullo”: ecco cosa dice il rapporto Svimez

Situazione drammatica al Sud Italia. Il ministro Provenzano: "Svimez fotografa una frattura profonda. Ma invertire le previsioni negative si può"
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ROMA – Il rapporto Svimez presentato oggi alla Camera indica un allontanamento dal mercato del lavoro delle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza e una situazione economica particolarmente difficile nelle regioni del Sud. Non solo. Le regioni del Nord Italia sono in difficoltà e non primeggiano più in Europa.

Il Nord Italia “non è più tra le locomotive d’Europa”, dice il rapporto Svimez. “Alcune regioni dei nuovi Stati membri dell’Est- si legge- superano per Pil molte regioni ricche italiane, avvantaggiate dalle asimmetrie nei regimi fiscali, nel costo del lavoro, e in altri fattori che determinano ampi differenziali regionali di competitività”.

Stagnazione economica al Centro-Nord e al Sud nel triennio 2018-2020. E’ la stima contenuta nel Rapporto Svimez 2019. Le previsioni stimano il Pil italiano a +0,9% nel 2018, +0,2% nel 2019 e +0,6% nel 2020. In particolare, il Centro-Nord sarebbe al +0,9% nel 2018, al +0,3% nel 2019, al +0,7% nel 2020. Una crescita, come si può vedere, molto modesta anche nelle aree più sviluppate del Paese. Il Rapporto rileva ancora che al Sud nel 2018 l’aumento sarebbe del +0,6%, calerebbe a -0,2% nel 2019 e risalirebbe leggermente a +0,2% nel 2020. L’occupazione italiana, a sua volta, segnerebbe +0,9% quest’anno, +0,07% il prossimo e +0,30 nel 2020. Al Centro-Nord sarebbe +0,9% nel 2018, +0,13% nel 2019, +0,35% nel 2020. Al Sud +0,7% quest’anno, scenderebbe a -0,14 il prossimo per risalire a +0,14% nel 2020.

Abruzzo, Puglia e Sardegna sono state le regioni che nel 2018 hanno registrato il più alto tasso di crescita, rispettivamente +1,7%, +1,3% e +1,2%.

Nel Molise e in Basilicata il PIL è cresciuto del +1%. In Sicilia ha segnato +0,5%. Dato negativo per Campania, a crescita zero nel 2018, e Calabria, che ha registrato una flessione del PIL di -0,3%.

IMPATTO NULLO DEL REDDITO DI CITTADINANZA SUL LAVORO

La Svimez giudica “utile” il reddito di cittadinanza ma ritiene abbia avuto “un impatto nullo sul lavoro”. È quanto si legge nel Rapporto Svimez 2019 presentato alla Camera. “La povertà non si combatte solo con un contributo monetario- prosegue- occorre ridefinire le politiche di welfare ed estendere a tutti in egual misura i diritti di cittadinanza. La misura, invece di richiamare persone in cerca di occupazione, le sta allontanando dal mercato del lavoro”.

LA POPOLAZIONE NON AUMENTA DAL 2015

La popolazione dell’Italia ha smesso di crescere dal 2015, da quando continua a calare a ritmi crescenti, soprattutto nel Mezzogiorno dove lo scorso anno sono nati 6mila bambini in meno rispetto al 2017.

Dall’inizio del secolo a oggi la popolazione meridionale è cresciuta di soli 81 mila abitanti, a fronte di circa 3.300.000 al Centro-Nord. Nello stesso periodo la popolazione autoctona del Sud è diminuita di 642.000 unità, mentre al Nord è cresciuta di 85.000. Nel corso dei prossimi 50 anni il Sud perderà 5 milioni di residenti: -1,2 milioni sono giovani e -5,3 milioni persone in età da lavoro. A fronte di un Centro-Nord che conterrà le perdite a 1,5 milioni.

SITUAZIONE DRAMMATICA AL SUD

È la “radiografia di una frattura profonda, trascurata in decenni di disinvestimento pubblico nel Mezzogiorno che hanno prodotto, con la sofferenza sociale e l’arretramento produttivo nell’area, un indebolimento dell’Italia nello scenario europeo e la rottura dell’equilibrio demografico. Con l’Italia che si è fermata nei primi mesi del 2019, oggi la Svimez conferma quanto temevo poche settimane fa al mio insediamento, l’eredità pesante di un Sud entrato in recessione”. Lo dice il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, commentando i dati del rapporto Svimez sull’economia e la societa’ del Mezzogiorno, presentati oggi alla Camera.

“Ma queste analisi- aggiunge- non devono indurre allo scoraggiamento, devono spingere a un impegno ancora maggiore che deve investire l’intero governo, a un’urgenza condivisa. Perché il Rapporto Svimez non è solo un grido di dolore, va letto per intero, indica politiche di cambiamento possibile e di rilancio dello sviluppo, nell’interesse dell’intero Paese. E le analisi Svimez confermano anche che abbiamo messo a fuoco le giuste priorità, già in questi primi atti di governo e nella Legge di Bilancio che ha un corposo capitolo dedicato al Sud: dalla vera attuazione della clausola del 34% all’accelerazione della spesa dei fondi nazionali di coesione, dal sostegno all’industria che innova al rafforzamento della dotazione di servizi nei Comuni del Sud”. 

“È inutile nasconderlo- dice ancora Provenzano-, nel Piano per il Sud, che è un Piano per l’Italia, ci ispireremo molto alle indicazioni della Svimez. Istruzione, Innovazione, Ambiente, Lavoro sono le priorità emerse in questo Rapporto. In particolare l’occupazione femminile, che ha bisogno non solo di un welfare capace di attivarla ma di un provvedimento shock sui cui sono al lavoro e che condividerò con gli altri ministri”. “Invertire le previsioni negative si può, si deve- continua-, lo dice la stessa Svimez, non possiamo perdere altro tempo. Colmare i divari territoriali è la vera grande priorità dell’Italia, ciò su cui dovremmo concentrare tutte le nostre discussioni e i nostri sforzi”.

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4 Novembre 2019
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