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Sospeso il procedimento per l’estradizione di Carles Puigdemont

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Il processo alla Corte d'Appello di Sassari viene sospeso in attesa delle decisioni della Corte europea e di quella del Lussemburgo
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SASSARI – Stop, per ora, all’estradizione a carico di Carles Puigdemont, il leader indipendentista catalano fermato lo scorso 23 settembre all’aeroporto di Alghero. La Corte d’appello di Sassari ha accettato la richiesta fatta dalla procura generale e dall’avvocato dell’eurodeputato, Agostinangelo Marras, per una sospensione del procedimento di estradizione in Spagna.

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Puigdemont, al termine della lunga riunione in Camera di consiglio, ha lasciato la sede della Corte d’appello senza rilasciare dichiarazioni (è prevista una conferenza stampa ad Alghero alle 18.30), lasciando a Marras il compito di fare il punto della situazione: “Il processo è sospeso in attesa delle decisioni della Corte europea e di quella di Lussemburgo – spiega il legale – non so fare previsioni sui tempi. Oggi comunque è andata molto bene, perché la Corte ha accolto le mie richieste e quelle del procuratore generale, ritenendo che si debbano risolvere due problemi: la questione relativa all’immunità di Puidgemont e la questione relativa alla competenza del giudice spagnolo ad emettere il mandato di arresto europeo. È sospeso tutto in attesa di queste due decisioni”.

PUIGDEMONT: “SONO MOLTO FELICE”

“Sono molto felice”. Queste le parole di Carles Puigdemont, abbracciato dal sindaco di Alghero, Mario Conoci, all’arrivo dell’eurodeputato nella struttura alberghiera dove ha annunciato una conferenza stampa, a poche ore dal pronunciamento della Corte d’appello di Sassari che ha deciso di sospendere il processo a carico di Puigdemont.

“È UNA PERSECUZIONE POLITICA, ORA BASTA”

“Oggi sono contento, ma nello stesso tempo indignato per questa continua persecuzione politica. Basta”. Così Carles Puigdemont durante la conferenza stampa ad Alghero. L’eurodeputato ha voluto per prima cosa ringraziare i sardi accorsi fuori dal Tribunale per manifestargli solidarietà, quindi l’attacco alla Spagna: “Io sono un cittadino eletto e ho il diritto di lavorare, come tutti i miei colleghi. Sono un rappresentante dei cittadini europei e ho bisogno di operare in libertà – le parole del leader indipendentista -. Dal 2017 vivo in esilio, sono un obiettivo politico, e non giudiziario, come dovrebbe essere in una democrazia europea”.

L’obiettivo della Spagna, prosegue, “è quello di impedire il mio diritto ad esprimermi rispetto al movimento indipendentista. Non è possibile in questo modo trovare una soluzione al conflitto politico tra la Spagna e la Catalogna, che ha invece una soluzione molto chiara: riconoscere ai catalani, come agli altri popoli, il diritto all’autodeterminazione“, spiega Puigdemont.

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