Con ‘Scoprir’ in mostra il cinema iberoamericano

La rassegna, al via ieri sera alla Casa del cinema di Villa Borghese, parte con grande ottimismo
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ROMA – Ventidue opere in prima visione in Italia, realizzate in 13 Paesi di lingua spagnola e portoghese: a proporle fino a domenica e’ ‘Scoprir’, ottava edizione della mostra del cinema iberoamericano di Roma. La rassegna, al via ieri sera alla Casa del cinema di Villa Borghese, parte con grande ottimismo, come sottolinea in un’intervista con la Dire Juan Carlos Reche Cala, direttore dell’Istituto Cervantes di Roma e organizzatore l’evento. 

“L’Oscar al film ‘Roma’, del messicano Alfonso Cuaron, apre una nuova interessante fase per il cinema in lingua spagnola e portoghese” anche perche’ “era un film particolare, complesso ma che ha avuto un grande successo”. Il direttore parla di “un bel segnale per il nostro cinema indipendente, giovane, che ha tutte le carte in regola per farsi conoscere nel mondo”. La rassegna prevede tre sezioni: una ufficiale e due specifiche. Queste ultime ospiteranno lavori realizzati solo da registe: “ZonaZine Documental”, otto documentari presentati anche al Festival di Malaga del 2018, e “Operas Primeras”, per gli esordi. Prospettiva di genere ma soprattutto valorizzazione della qualita’, tiene a sottolineare Reche Cala: “Le donne stanno avendo un grande riconoscimento per il loro lavoro non tanto perche’ propongono uno sguardo ‘al femminile’ ma per il grande valore delle loro opere”. 

Tanti gli ospiti previsti alla manifestazione, che il direttore Reche Cala definisce “una finestra sul ricco mosaico del mondo iberoamericano”. Tra gli altri presenti la regista spagnola Diana Toutes, autrice di ‘Trinta lumes’ accolta con successo a Berlino, e Rodolfo Espinosa, attore e regista guatemalteco. A dare il via, ieri pomeriggio, la pellicola cilena ‘Calzones rotos’, del regista Arnaldo Valscecchi, nato a Bergamo, una vita in Cile. 

di Brando Ricci

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4 Ottobre 2019
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