VIDEO | Operai della Whirlpool in sciopero, a Roma il funerale della lavatrice

Alla manifestazione dei lavoratori oltre ai leader di Fiom, Fim e Uilm partecipa anche il segretario della Cgil Maurizio Landini
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ROMA – Stabilimenti chiusi e operai in corteo a Roma. Oggi è il giorno dello sciopero della Whirlpool dopo l’annuncio dell’azienda di voler cedere la fabbrica di Napoli. I sindacati dei metalmeccanici riferiscono della riuscita dello sciopero con tutti gli stabilimenti chiusi. Alla manifestazione dei lavoratori oltre ai leader di Fiom, Fim e Uilm partecipa anche il segretario della CGIL Maurizio Landini.

“No Napoli, no Whirlpool”. I lavoratori della fabbrica napoletana sono partiti in corteo da Piazza della Repubblica per raggiungere il Ministero dello Sviluppo Economico. In testa al corteo va in scena il funerale della lavatrice: quattro lavoratori portano una lavatrice con sopra una croce.

Pieno sostegno della Cisl alla mobilitazione di oggi dei lavoratori della Whirlpool. Il Governo ai massimi livelli deve intervenire per riaprire la trattativa e far rispettare gli impegni all’azienda. Napoli non può perdere quella produzione industriale ed i posti di lavoro”, scrive su twitter la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

“Quella di oggi è una manifestazione partecipata, sono tanti i pullman arrivati a Roma. È una risposta importante perché i lavoratori si trovano in mezzo ad un rimpallo tra la scarsa affidabilità aziendale e le innumerevoli promesse dell’ex ministro dello Sviluppo economico Di Maio, che ha affrontato la vertenza come fosse campagna elettorale. Oggi sostanzialmente sono senza nulla”. Così il segretario della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, partecipando alla manifestazione nazionale dei lavoratori Whirlpool contro la cessione dello stabilimento di Napoli. “In questo gioco il tempo passa e arriviamo al 12 ottobre quando scadrà la fase di consultazione sindacale e l’azienda, con o senza accordo, avrà mano libera– ha sottolineato Bentivogli-. Bisogna sospendere questo conto alla rovescia e aprire lo spazio per discutere e trovare una soluzione”. La posizione unitaria dei sindacati, ha ricordato, è quella di “sospendere la procedura di cessione e fare in modo che si discuta a bocce ferme, senza questo vincolo temporale”.

LANDINI: NON ACCETTIAMO LICENZIAMENTI

 
Il sindacato è “indisponibile a gestire chiusure di stabilimenti e licenziamenti”. Lo sottolinea il segretario della CGIL Maurizio Landini, che sfila con i lavoratori della Whirlpool. “Penso sia necessario- dice- che la multinazionale prenda atto che così non si va da nessuna parte. È necessario che le decisioni che ha preso siano sospese e sia possibile riaprire una trattativa vera. Il nostro obiettivo -spiega Landini – è molto chiaro: c’è un accordo che va rispettato e non si può parlare né di chiusure né di licenziamenti, si devono invece trovare soluzioni che siano in grado di dare garanzie perché un’azienda che chiude è persa per sempre. E noi non siamo disponibili ad accettare che Napoli e il mezzogiorno paghino un prezzo tale”. Per Landini una multinazionale come Whirlpool “deve essere esplicita e chiara nei confronti del governo e del paese, non vediamo ragioni di mercato che portino al disimpegno in Italia, non si può passare da accordi firmati al Ministero a pensare che ciò che si è detto sia carta straccia. C’è un problema di affidabilità e rispetto dei lavoratori”. Quindi l’appello: “il governo deve svolgere il proprio ruolo con strumenti di politica industriale, il ministro e il governo superino il ruolo di soggetti che gestiscono singole crisi”.
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4 Ottobre 2019
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