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A 50 anni dell’alluvione di Firenze, Nardella richiama gli angeli del fango /VIDEO

Raduno il 4 novembre a Palazzo Vecchio
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FIRENZE – Il 4 novembre del 1966 “oltre i morti, la distruzione, ci strappò via i ricordi”, quelli accantonati lungo la vita e custoditi in quelle case invase dall’acqua. E’ rimasto anche questo negli occhi di chi ha vissuto l’alluvione di Firenze, cinquanta anni fa. Ed è proprio in occasione del cinquantesimo anniversario della catastrofe che il sindaco di Firenze Dario Nardella rivolge un appello-invito agli Angeli del Fango di tutto il mondo: “Il prossimo 4 novembre tornate a Firenze a rivivere la sofferenza, il dolore, la partecipazione ma anche l’entusiasmo e la passione vissuta in carne ed ossa, da veri protagonisti, in quelle strade e piazze ferite dal fango e dall’acqua”. Sarà, aggiunge il primo cittadino, “una giornata indimenticabile, ne sono sicuro.

Una giornata di speranza, di festa, non di lutto anche se non dimenticheremo mai le donne e gli uomini che morirono quel giorno accanto al patrimonio culturale che fu devastato”. Una rimpatriata cinquanta anni dopo “per riscoprire non solo la grande forza del nostro Paese, vissuto come patrimonio mondiale da tutti, ma anche la capacità di saper rialzarci in piedi”. Un appello globale, visto che globale fu la risposta, seguito da due inviti. Uno ai fiorentini di oggi, “ad adoperarsi per ospitare gli Angeli del Fango”. L’altro rivolto proprio a chi si impegnò a scavare e togliere melma e fango: “Portate con voi una foto, una testimonianza di allora per dar vita ad una mostra vivente e tangibile che testimonierà quel dramma”.


Le celebrazioni del cinquantesimo anno dall’alluvione, oltre al raduno degli Angeli del Fango nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio del 4 novembre, si arricchiranno grazie ad un programma fitto di eventi. Dal 2 al 6 novembre a Firenze infatti si susseguiranno il vertice dei sindaci delle grandi città di fiume: l’analisi del rischio idrogeologico regione per regione con la presentazione del piano nazionale di opere e interventi del Governo con “Italia Sicura”; la giornata nazionale del volontariato di protezione civile.

La Protezione civile, sottolinea il capo Fabrizio Curcio in un messaggio inviato al Comune di Firenze, “nasce dalla terribile e indimenticabile esperienza dell’alluvione del ’66. È proprio da quell’emergenza che nacque quello spirito in Italia che, nel tempo, è divenuta una struttura organizzata ed efficiente, peraltro plaudita anche all’estero. Negli ultimi 50 anni molto è cambiato, ma non gli obiettivi primari che essa si pone per sua natura: la salvaguardia della popolazione e la tutela del territorio e dei beni culturali. Questo germe allora, come oggi, è motivo di orgoglio per il Paese”.

di Diego Giorgi, giornalista

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