NAPOLI – “A Napoli e a Ischia 400 relatori da tutto il mondo, un’occasione per fare il punto sulle ricerche che riguardano l’intelligenza artificiale, soprattutto in contesti educativi”.
Così Pierpaolo Limone, rettore dell’Università Pegaso, professore ordinario di Psicologia dell’Educazione, ha presentato la VI edizione della Ren – Research Education Network International Conference, organizzata dal CASE del dipartimento di Scienze dell’Educazione e dello Sport dell’Università Pegaso.


“Abbiamo un importante centro di ricerca denominato Case – Center for Advanced Studies in Education – ha ricordato Limone – che raccoglie i migliori studiosi di scienze dell’educazione, di psicologia, di antropologia e anche di informatica dei tre atenei del gruppo Multiversity: Pegaso, Mercatorum e San Raffaele. Il centro di ricerca promuove questa iniziativa, un convegno, che ormai è alla sesta edizione, nato con l’obiettivo di fare il punto sulle ricerche nazionali e internazionali su questo territorio di frontiera, cioè su come utilizzare in modo efficace l’intelligenza artificiale nei processi di insegnamento e apprendimento. Questa edizione specifica è dedicata ai temi dell’affective computing, cioè in che modo entrano in gioco le emozioni, le relazioni nei processi di digitalizzazione dell’apprendimento. È un tema estremamente di attualità, di grande interesse non solo per gli specialisti, ma anche per il mondo della scuola e per gli studenti”.
I lavori, partiti oggi dal Maschio Angioino di Napoli, proseguiranno fino al 6 settembre a Ischia, dove si svolgeranno le thinking room dedicate ai temi dell’edizione 2026: studiosi di 50 atenei di 10 Paesi si confrontano su come l’intelligenza artificiale stia trasformando le relazioni, i processi di apprendimento e i contesti educativi. Alla cerimonia inaugurale nel capoluogo campano ha partecipato anche il sindaco Gaetano Manfredi, a cui è stato conferito un premio ufficiale in riconoscimento del suo storico impegno nel settore dell’educazione.
“Oggi – ha spiegato Manfredi – il digitale, con la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, attraversa tutta la società: è molto importante che anche le politiche pubbliche siano capaci di utilizzare queste tecnologie abilitanti in una maniera inclusiva, proprio per evitare che aumentino i divari, trasformandole in uno strumento per la riduzione dei divari: noi lo stiamo facendo nelle attività formative nell’ambito delle nostre competenze scolastiche, abbiamo progetti importanti come La casa delle tecnologie che mirano proprio a utilizzare e sfruttare tecnologie innovative per migliorare i servizi pubblici”.
Il tema scelto per l’edizione 2026 della Ren è “Battiti algoritmici: L’Educazione all’affettività ai tempi della quarta rivoluzione”. Al centro dei lavori, l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale non soltanto sui processi di apprendimento, ma anche sulle relazioni, sulla percezione delle emozioni e sulle modalità attraverso cui studenti, docenti ed educatori interagiscono.
Due i keynote speaker della giornata. Derrick de Kerckhove, sociologo di fama internazionale ed esperto di cultura digitale, direttore di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia, già docente dell’Università degli studi di Napoli Federico II, che ha parlato di una “quarta grande rivoluzione del linguaggio, non solo tecnologica: il mondo alfabetico è finito, distrutto dal digitale. E la cultura digitale è solo un passaggio, una transizione verso quella quantistica”. Per questo, ha evidenziato, “occorre ripensare il mondo del denaro, della politica dell’ambiente, il mondo in genere, che richiede una estensione di ciascuno di noi”.
Monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo e teologo, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, impegnato sui temi della famiglia, della bioetica e del rapporto tra tecnologia e vita umana, ha invece posto l’accendo sulla “difesa della centralità della persona umana. La persona umana è irriducibile alla macchina, che è sempre e solo uno strumento: l’intelligenza artificiale è uno strumento, non sostituisce il soggetto”.
Il comitato scientifico organizzatore della Ren conference riunisce personalità accademiche internazionali nei campi della pedagogia, della psicologia e della sociologia ed è ideato e presieduto da Francesco Peluso Cassese, professore ordinario di Pedagogia dell’Università Pegaso, che ha sottolineato: “Il valore della conferenza sta nel creare il senso di comunità, una comunità che studia i temi della ricerca educativa che in questo momento sono fondamentali. Qual è il tema principale? Quello che abbiamo scelto ovviamente è l’introduzione dell’intelligenza artificiale e dell’intelligenza generativa nei processi di apprendimento, a tutti i suoi livelli. I relatori portano tantissimi spunti ma il valore effettivo è il confronto tra questi relatori per arrivare a delle, se non risposte, indicazioni su quello che sarà il futuro dell’educazione. Al termine della conferenza avremo diversi output: pubblicazioni su riviste scientifiche, libri, quaderni della conferenza. Vorremmo distribuirli a tutti gli operatori del settore in modo che la conferenza non rimanga solo all’interno delle mura universitarie ma riesca a raggiungere tutti gli autori del processo educativo, sia docenti che gli studenti che le famiglie”.
Durante la tre giorni sarà assegnato il Ren award allo studioso che, nell’ultimo anno, ha fornito il contributo più significativo allo sviluppo delle conoscenze nel campo della ricerca educativa. Il vincitore sarà individuato attraverso il voto degli accademici appartenenti al gruppo scientifico della ricerca educativa, chiamati a esprimere la propria preferenza mediante una procedura digitalizzata.
La conferenza è patrocinata dalla Fere – Federazione delle società scientifiche di ricerca educativa, dalla Sipes – Società italiana di pedagogia speciale, dalla Sird – Società italiana di ricerca didattica, dal Cirped – Centro di ricerca in pedagogia, dalla Sirem – Società italiana di ricerca mediale, dal Comune di Napoli, dal Comune di Ischia e dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope, che ha supportato la segreteria organizzativa attraverso la collaborazione del dipartimento di Scienze Mediche, Motorie e del Benessere dell’ateneo partenopeo.




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