domenica 9 Agosto 2026

VIDEO | A Venezia si proietta “Rukeli”, il pugile che sfidò il Nazismo

Al Festival il foto-corto con i ragazzi di "Chi Rom e..chi no" per raccontare il Porrajmos. Ecco di cosa si tratta

NAPOLI – Porrajmos in lungua romanes significa “davastazione” o “grande divoramento”, ma è anche il termine con il quale viene indicata la persecuzione di rom e sinti durante la Seconda guerra mondiale. Tra le vittime di questo genocidio ci fu un pugile sinto tedesco che sfidò il nazismo, Johann Wilhelm Trollmann, morto nel campo di concentramento di Wittenberge nel 1944. La sua storia viene raccontata in “Rukeli“, soprannome del pugile che dà il titolo a un cortometraggio d’animazione, diretto da Alessandro Rak, presentato fuori concorso nella sezione Orizzonti della 82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la cui proiezione è in programma oggi, alle 17, nella Sala Giardino.

UN FILM-DENUNCIA SULL’EMARGINAZIONE

Il corto, scritto da Biagio Di Bennardo ed Emma Ferulano, è nato da una idea dell’associazione di Napoli “Chi rom e…chi no”, che ha scelto di raccontare la storia del pugile in un film corale, nato dai laboratori artistici con giovani rom e studenti napoletani dell’Iti Galileo Ferraris di Scampia, per denunciare l’emarginazione e affermare dignità e memoria.
“Rukeli – spiega la presidente dell’associazione, Barbara Pierro – nasce da un sogno unito a un bisogno, quello di poter raccontare, per come non viene normalmente narrata, la storia che riguarda le comunità rom, oggetto di una discriminazione continua: sono la più grande minoranza europea discriminata. Ma anche dal sogno di poter restituire dignità a una storia, una storia complicata, che ha incrociato il tema del porrajmos, divoramento in lingua romanes, un evento che ha travolto la vita di tantissimi rom, insieme ad altre vittime del fascismo”. A Napoli, l’associazione ha guidato giovani rom e non in un percorso di formazione e testimonianza, culminato in un viaggio ad Auschwitz, dove hanno scoperto la storia del pugile Rukeli (che in lingua sinti significa “albero”), perseguitato dai nazisti, che è diventato per i ragazzi del progetto un simbolo di resistenza contro ogni forma di discriminazione.

IL TEMA DEL PORRAJMOS E DELL’OLOCAUSTO, “RICORDARE PER NON RIPETERE”

“Rukeli – dice il regista – è un cortometraggio che tratta di un tema sociale delicato, quello del porrajmos, anche quello dell’Olocausto per certi versi, di un momento storico nel quale l’umanità sembra recedere da un punto di vista etico e morale. Il corto si pone una sfida di sensibilità: il messaggio è nel ricordare per non ripetere”.
Il corto fa parte del progetto europeo Tracer, Transformative Roma Art and Culture for European Remembrance, con capofila il dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, volto a riscoprire la memoria del genocidio di rom e sinti durante il nazismo, e nasce da un’idea sviluppata a Scampia, attraverso i laboratori dell’associazione chi rom e… chi no, con il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazzi rom e napoletani.
Prodotto da AntropicA, Rukeli è una co-produzione Sideways Studios, Film i Väst in associazione con Mad Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema, realizzata con il supporto di Film Commission Regione Campania. Distribuzione a cura di Premiere Film.
La voce narrante di Rukeli in italiano è di Antonio De Matteo (Mare Fuori, I Bastardi di Pizzofalcone, Leonardo, Stranizza d’amuri e Piano piano), in lingua romanes e inglese di Alecio Araci.
“Dare la voce a Rukeli è stata un’enorme sfida – spiega De Matteo -, ma anche la conclusione di un cerchio. In passato ho lavorato con i rom come operatore sociale e sapevo quanto fosse importante restituire una realtà: mi sono impegnato nel cercare una voce che non fosse un cliché”.

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