domenica 11 Ottobre 2026

Non ci sono più tracce del viaggio di Kim Jong Un a Pechino

Dopo il colloquio con Putin lo staff del leader nordcoreano ha ripulito tutto in maniera maniacale. Per impedire che anche una sola impronta possa fornire informazioni sensibili allo spionaggio straniero

ROMA – Kim Jong Un e Vladimir Putin si sono incontrati a Pechino, due ore di colloquio e un caloroso arrivederci davanti alle telecamere. Tutto normale, se non fosse che subito dopo lo staff nordcoreano ha iniziato un rito quasi maniacale: disinfettare ogni superficie sfiorata dal “leader supremo”.

Un video diffuso dal giornalista del Cremlino Alexander Yunashev su Telegram mostra i collaboratori di Kim intenti a strofinare braccioli, schienale della sedia e perfino il tavolino accanto. “Hanno distrutto ogni traccia della sua presenza”, ha commentato Yunashev.

La paranoia non è inedita. Kim viaggia sempre con la propria toilette personale, caricata sul celebre treno verde che lo porta all’estero. L’obiettivo, spiegano le intelligence di Seul e Tokyo, è impedire a qualsiasi servizio segreto – amico o nemico – di raccogliere campioni biologici utili a scoprire dettagli sul suo stato di salute.

Michael Madden, esperto del Stimson Center sentito dalla Reuters, sintetizza: “Dai rifiuti al mozzicone di sigaretta, tutto può rivelare informazioni preziose: malattie, condizioni cutanee, persino DNA”.

Gli episodi abbondano. Nel 2019, dopo il vertice di Hanoi con Donald Trump, le guardie di Kim passarono ore a sanificare l’intera stanza d’albergo, arrivando a portarsi via perfino il materasso. Nel 2018, al summit con Moon Jae-in, la sedia di Kim venne spruzzata e ripulita davanti alle telecamere prima che si accomodasse. Nel 2023, prima di un incontro con Putin, la sua sedia fu disinfettata e passata al metal detector.

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