Hong Kong, Carrie Lam ha annunciato il ritiro della legge sull’estradizione

South China Morning Post: "Ora i manifestanti saranno soddisfatti?"
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ROMA – Il capo dell’esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha ritirato ufficialmente il disegno di legge sull’estradizione, all’origine – tre mesi fa – di forti manifestazioni popolari di protesta. A dare la notizia e’ il ‘South China Morning Post’, uno dei principali media cinesi.

Il ‘Post’ riporta un video messaggio in cui Lam annuncia la sua decisione e ricorda le proteste durate oltre due mesi: “cittadini, poliziotti e giornalisti sono stati feriti. Per molte persone- ha detto Lam- Hong Kong e’ diventato un luogo estraneo”.

“Siamo tutti molto preoccupati per Hong Kong, la nostra casa”. Quindi, il capo dell’esecutivo della regione a statuto speciale ha assicurato che il governo “ritirera’ il disegno di legge sull’estradizione“. Con questa decisione Lam ha accolto una delle cinque richieste dei manifestanti, “che nelle ultime 13 settimane hanno protestato in dimostrazioni divenute sempre piu’ violente. Ma ora- si chiede il giornale- la maggioranza dei contestatori sara’ soddisfatta?”.

Nel suo discorso, Carrie Lam ha annunciato anche altre tre iniziative, in risposta ad altre istanze provenienti dal movimento popolare: circa l’avvio di un’inchiesta sugli incidenti di queste ultime settimane, secondo Lam “non e’ necessario avviare un’indagine indipendente. Possiamo affidare l’inchiesta all’Ipcc, il Consiglio disciplinare di polizia indipendente”.

Terzo, a partire da questo mese sara’ avviato un dialogo con tutti, “a prescindere dalla propria posizione ed estrazione sociale” ha detto Lam, convinta che bisogna “affrontare il malcontento che attraversa la societa’ e trovare soluzioni”.

Infine, dopo tre mesi di disordini “e’ chiaro che tale malcontento va oltre il disegno di legge sull’estradizione”. Per questo Lam ha invitato i leader sociali, gli accademici, gli esperti a fornire proposte in ambito politico, economico, di giustizia sociale, di gestione delle risorse, di creazione di opportunita’ per i giovani ma anche nel modo in cui “la popolazione pua’ essere piu’ efficacemente coinvolta nei processi decisionali del governo”.

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Gli ultimi giorni sono stati particolarmente complessi per l’esecutivo di Carrie Lam: nei cortei del fine settimana – mai autorizzati dalle autorita’ – si sono registrati numerosi disordini e scontri tra polizia e manifestanti. Alcuni facinorosi, secondo le autorita’, avrebbero lanciato contro gli agenti vari oggetti e anche alcune molotov. La polizia ha reagito con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua, spray al peperoncino e pallottole di gomma. Ha suscitato dure reazioni anche il raid dei poliziotti nella serata di sabato in una fermata della metropolitana, dove i manifestanti a bordo hanno denunciato percosse e arresti arbitrari. Scene riprese anche dagli smartphone di vari testimoni hanno fatto il giro dei principali organi di stampa stranieri.
Tali incidenti hanno aumentato la pressione degli osservatori internazionali su Hong Kong e sulla Cina, sebbene da Pechino abbiano ribadito il “sostegno indiscusso” all’esecutivo Lam.

Lunedi’ poi, l’agenzia ‘Reuters’ ha diffuso degli audio in cui, secondo quanto riferisce l’agenzia americana, Carrie Lam dichiarerebbe di volersi dimettere, nel corso di una riunione privata con il suo staff. Lam ieri e’ dovuta intervenire per smentire pubblicamente la notizia, e subito dopo la Cina e’ tornata a denunciare il fatto che certi media e Paesi stranieri stiano alimentando le tensioni, per destabilizzare i rapporti tra Pechino e la regione autonoma di Hong Kong.

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4 Settembre 2019
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