Cina-Africa, Ramaphosa: “Macchè colonialismo, detrattori tacciano”

"I media occidentali descrivono volutamente l'Africa come un continente in miseria perché collabora con la Cina"
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ROMA – Nessun “neocolonialismo”, come denunciano i “detrattori”, ma una relazione che dovrebbe in prospettiva essere riequilibrata per dare appieno i suoi frutti: è la lettura data a Pechino, in occasione del Forum di cooperazione Cina-Africa (Focac), dal presidente sudafricano Cyril Ramaphosa.

Leggi anche: Al via il Forum per la cooperazione Cina-Africa

Secondo il capo di Stato, intervenuto alla due giorni che si conclude oggi insieme con decine di omologhi e primi ministri subsahariani, “troppo spesso l’Africa esporta materie prime in Cina mentre la Cina esporta da noi prodotti finiti”. Una dinamica, questa, che andrebbe corretta: “Limita – ha detto Ramaphosa – il potenziale e la capacità di produzione nonché la creazione di posti di lavoro in Africa”.

Articoli ed editoriali sono stati dedicati al Forum anche dal quotidiano di Pechino ‘Global Times’. “I media occidentali descrivono volutamente l’Africa come un continente in miseria perché collabora con la Cina” si legge sul giornale. “Credono di aver scoperto una grande notizia quando, di tanto in tanto, sui mezzi di informazioni africani trovano critiche alla cooperazione tra Cina e Africa”.

Il Forum si è aperto ieri con l’annuncio del presidente Xi Jinping di aiuti, finanziamenti e prestiti a tasso agevolato ai Paesi africani per 60 miliardi di dollari.

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