In Colombia pronti ad accogliere Francesco, Papa per la pace

La visita del pontefice inizierà mercoledi a Bogotà
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BOGOTA’ – Trentuno anni dopo la visita apostolica di Giovanni Paolo II è tutto pronto in Colombia per l’arrivo di Papa Francesco.

La visita inizierà mercoledi a Bogotà. Il percorso dall’aeroporto fino alla nunziatura, dove risiederà il Pontefice in questi cinque giorni colombiani, rappresenterà già un banco di prova per testare la grande presenza di fedeli che si prevede in ogni tappa.

Giovedì Bergoglio è atteso nel palazzo presidenziale, la Casa de Narino, dove incontrerà il presidente Juan Manuel Santos, visiterà poi la Catedral primada dove ammirera’ l’immagine della Vergine di Chiquinquirà, patrona della Colombia e di cui, per l’occasione, è stata trasportata nella capitale la tela dipinta da Alonso de Narvaez su cotone tessuto secondo tecniche usate dagli indios tra il 1560 e il 1562 e che rappresenta una delle più antiche testimonianze dell’arte religiosa cristiana in Colombia.

A seguire impartirà una benedizione dal balcone del palazzo cardinalizio e nel pomeriggio terrà la Santa messa nel parco Simon Bolivar.

Venerdì il Pontefice è atteso nella vicina Villavicencio mentre sarà a Medellin dove terrà una Santa messa presso l’aeroporto per recarsi poi a un evento al centro La Macarena. Domenica, prima di rientrare in Italia, Bergoglio sarà a Cartagena de Indias dove si recherà al santuario di San Pedro Claver.

La visita di Papa Francesco riveste un valore molto alto in questo momento delicato non solo per la Colombia. Non è un mistero che il processo di pace, che stenta a partire, tra il governo e la principale fazione guerrigliera, le Farc, che ha insanguinato per 50 anni il Paese, sia stato voluto fortemente dal Vaticano.

Purtroppo non si riuscirà ad avere contestualmente alla visita del Papa anche la chiusura dell’accordo con l’altra fazione guerrigliera dell’Eln, la trattativa a Quito, in Ecuador, è in una fase di stallo dovuta anche al fatto che continuano gli scontri tra le forze armate colombiane e i guerriglieri.

Bergoglio dovrà affrontare anche altre due spinose questioni, la situazione del vicino Venezuela dove il presidente Nicolas Maduro ha imposto una nuova Assemblea costituente e represso ogni forma di manifestazione dell’opposizione con il risultato che in cinque mesi di contestazioni ci sono stati più di 120 morti e migliaia di feriti e arrestati. La crisi appare senza precedenti e sta causando un’emigrazione massiccia di venezuelani mentre chi non riesce a lasciare il Paese deve far fronte alla mancanza di cibo e medicinali. Infine, ma non meno importante, ci si aspetta dal Santo padre, così come fece in Messico, una dura scomunica ai narcotrafficanti.

Nel primo Paese al mondo per produzione di coca si è accesa una nuova guerra tra vecchi e nuovi cartelli per il controllo del territorio con la violenza. Sei giorni non facili per il Papa sudamericano.

di Silvio Mellara

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