Università, oggi il giorno dei test per le professioni sanitarie: “Quiz difficili..”

L'opinione generale è che nonostante il test fosse abbordabile, la parte di biologia presentava le maggiori difficoltà
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ROMA  – “Penso sia andata bene, ma la sicurezza l’avrò solo una volta che saranno pubblicati i risultati. Le domande erano difficili, sopratutto quelle riguardanti biologia”. A dichiararlo all’Agenzia Dire è la prima studentessa che stamani a Roma ha varcato in uscita cancelli del Policlinico Umberto I.

Tanti i ragazzi che alle otto e mezza attendevano di partecipare ai test di accesso alle Professioni sanitarie, speranzosi di riuscire ad accaparrarsi uno dei posti disponibili fra i vari indirizzi: ostetricia, infermieristica, fisioterapia, logopedia e assistenza sanitaria.

Pochi quelli che non hanno utilizzato tutto il tempo dato a disposizione. L’opinione generale è che nonostante il test fosse abbordabile, la parte di biologia presentava le maggiori difficoltà. A darne conferma anche un altro dei ragazzi uscito fra i primi. “C’era – dice – una domanda di biologia specifica sulla sindrome di nanismo che mi ha lasciato completamente spiazzato, devo dire che la parte di biologia era la più difficile con molte domande su malattie specifiche e molto complicate”.

Molti dei partecipanti alla selezione del Policlinico della Sapienza si sono preparati sui manuali di preparazione ad hoc per questi test. Ma non sono altrettanti quelli che lo consiglierebbero. “Mi ero preparato con gli Alpha Test – dice una delle ultime ragazze uscite – ma le domande del test erano molto più difficili di quelle contenute nei quiz di preparazione, solo la parte di fisica e matematica presentava più o meno domande della stessa difficoltà di quelle trovate sui manuali”. Fra le domande anche tanta cultura generale. Ma c’era, evidentemente, da aspettarselo ed in molti si erano adeguatamente preparati. “Io mi sono preparato con i testi cartacei e con dei quiz online, più che altro – dichiara un altro intervistato all’Agenzia Dire – perché non ci sono molte altre opzioni. Per questo ho cercato di integrare lo studio con alcuni libri di testo universitari di medicina e tanta cultura generale”.

di Edoardo Romagnoli

Giornalista

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