ROMA – “Ci riprenderemo questo palazzo”. Dopo la serata di trattative di ieri in Prefettura, tra Roma Capitale e la proprietà per l’acquisto dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, e a 6 giorni dall’incendio che ha determinato la “messa in strada” di centinaia di persone, a Spin Time sono convinti che alla fine la battaglia sarà vinta.
Nel frattempo, però le condizioni di vita di chi vive nelle tende o direttamente sulle brandine sulla strada, sotto il sole cocente che porta il termometro anche a superare i 40 gradi, si fanno sempre più complicata dal punto di vista sanitario: “Il caldo è il nostro principale nemico- ha spiegato Diego Leo del presidio medico sanitario- Si è creata una bellissima rete per cui riusciamo a dare farmaci a chi ne ha bisogno ma qui c’è gente che fa chemioterapia e dialisi: potete immaginare cosa significhi vivere per strada in termini di aggravemento delle condizioni”.
La situazione sanitaria, dunque, è “destinata a evolvere in senso peggiorativo se non si troverà una soluzione. Non c’è più tempo“, ha aggiunto il medico. Una soluzione è quella del cosiddetto “accordo ponte”, per cui, sotto la responsabilità del Comune (che intende acquistare il palazzo), le persone vengono fatte rientrare in attesa di una perizia tecnica che stimi definitivamente il prezzo dell’immobile.
“Da più di 3 giorni nessuno sta entrando nel palazzo a recuperare i propri vestiti, le proprie cose”, dice Mosè Vernetti. Gli fa eco Andrea Pace della Cgil: “Il Comune deve stimolare la proprietà a una soluzione nei tempi più brevi possibili, perché questa trattativa si sta costruendo sulla pelle di centinaia di persone. Bisogna riaprire urgentemente un canale per fare rientrare nel palazzo le persone che lì hanno lasciato la loro vita: devono potere riprendere le loro cose, per rendere questo momento più sopportabile”.



La seconda richiesta al Comune è “ampliare lo spazio in questa strada“, fino all’incrocio con viale Manzoni, “per fare intervenire tutti coloro che stanno esprimendo solidarietà, a partire dagli artisti. Ieri c’è stato Saviano e ci stanno proponendo altre iniziative- ha detto Paolo Perrini- Vogliamo costruire un agosto resistente e libero in questa città. Noi restiamo qui fiduciosi”.
In giornata è atteso al presidio l’assessore Zevi e “abbiamo un appuntamento con la segreteria del sindaco per gestire questi giorni”, ha concluso Perrini.



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