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Al via il Campo estivo dell’Ordine di Malta per giovani disabili: “Superiamo le barriere”

La capo campo Pinto Folicaldi: "Tre anni di lavoro a causa della pandemia per trasformarlo in casa per tutti i partecipanti

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ROMA – Una dimensione unica, animata dalla voglia di “divertimento ma anche di riflessione”, dove “non ci sono barriere fisiche, sociali e culturali, dove non conta quali siano i problemi che affronti nella vita di tutti i giorni”. E’ anche questo il 37esimo “Malta Camp”, il Campo estivo internazionale dell’Ordine di Malta per ragazzi disabili, iniziato domenica 31 luglio e in corso fino a sabato 7 agosto presso il monastero di San Vincenzo Martire di Bassano Romano, in provincia di Viterbo. Con l’agenzia Dire ne parlano i due capi campo, Gianluca Coco, 36 anni, e Sofia Pinto Folicaldi, 25 anni, che si definiscono “emozionati e carichi”.

450 PERSONE, TRA PARTECIPANTI E STAFF, DA 22 PAESI

Ad aumentare l’attesa, del resto, il fatto che il campo – 450 partecipanti fra staff e ragazzi fra i 18 e i 36 anni e provenienti da 22 Paesi – è tornato a svolgersi dopo tre anni di pausa per la pandemia di Covid-19. “Quello dell’emergenza sanitaria è stato un periodo duro per tutti ma forse ancora di più per i ragazzi disabili, vista la complessa condizione di partenza”, conferma Pinto Folicaldi. “Questa iniziativa è un’occasione di spensieratezza e divertimento. Crediamo e speriamo veramente che sia una fonte di gioia. Noi ci siamo emozionati molto nel rivedere i partecipanti”.


L’inizio del campo è stato preceduto da tre anni di preparazione, coordinati dal Comitato Organizzatore composto da giovani volontari dei tre Gran Priorati d’Italia, in collaborazione con l’Associazione italiana dei Cavalieri dell’Ordine di Malta e con il supporto logistico del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Le ultime settimane di allestimento e sopralluoghi poi sono state di lavoro frenetico perché, come evidenzia ancora Pinto Folicaldi, “l’obiettivo è quello di trasformare in casa ogni luogo che ospita i partecipanti, molti dei quali presentano una serie di necessità specifiche anche dal punto di vista fisico”.

L’avvio della manifestazione è stato salutato anche dal Luogotenente di Gran Maestro, Fra’ John Dunlap, che ha inviato un “sincero benvenuto” ai tanti ragazzi in arrivo e un ringraziamento agli organizzatori italiani “per il lavoro magistrale che hanno fatto in questi tre anni per organizzare il campo nella migliore della tradizioni” del nostro Paese.

TANTE LE INIZIATIVE IN CALENDARIO

Ricco il calendario della settimana, con tante iniziative dentro e fuori il Monastero. Ad esempio, racconta la capo campo, “siamo stati tutti insieme in visita al Vaticano, dove abbiamo assistito alla Messa Solenne, celebrata dal Cardinale Silvano Maria Tomasi, Delegato Speciale del Papa presso l’Ordine di Malta. Poi c’è il parco avventura a Riva dei Tarquini, dove sono previste una serie di attività ludiche in un luogo pieno di alberi, pensate per permettere la massima partecipazione anche ai ragazzi in sedia a rotelle”.

L’esperienza che stanno vivendo i giovani è animata dalla volontà sia di “spensieratezza e divertimento” che di “riflessione personale e introspezione”. Quest’ultima è anche all’insegna del tema del campo di quest’anno, che si ispira al versetto del Vangelo di Matteo che recita: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”.

Sfondo comune a tutti questi momenti, sottolinea Coco, “la volontà di costruire spazi di condivisione anche quando ci si riposa, facendo le cose insieme anche quando si chiacchiera tranquilli o ci si riposa. E’ lo spirito di questo campo- prosegue il responsabile- che per noi è informato dai valori del servizio, della profonda umanità, del rispetto e della fratellanza”.

ACCOLTI ANCHE DUE RAGAZZI DALL’UCRAINA

Aspetti questi, che assumono una forza ancora maggiore alla luce della presenza di due ragazzi provenienti dall’Ucraina, vessata da quasi sei mesi da un’offensiva militare russa. “Sono una coppia di ragazzi che è riuscita a partecipare grazie alla collaborazione della Polonia, che ringraziamo molto”, spiega Pinto Folicaldi. “Per noi è una fonte di soddisfazione poter contribuire a far star bene due persone che hanno vissuto una situazione così complessa”.

L’organizzazione dell’evento non ha sottovalutato il problema del Covid-19, che continua a far registrare contagi abbastanza alti in Italia. “Abbiamo chiesto a tutti i partecipanti di avere le tre dosi di vaccino- conferma la capo campo- abbiamo fatto tamponi all’arrivo e il giorno dopo e poi l’uso della mascherina nei momenti di maggior assembramento”.

Operazioni necessarie per tutelare partecipanti e volontari e per preservare l’esperienza, che Pinto Focaldi si augura “possa rimanere come una traccia da portare a casa: è questo il nostro obiettivo, che lo spirito del campo possa vivere anche una volta concluso”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-08-04T11:21:06+02:00