La E45, il viadotto Puleto e le antiche vie di transumanza come ispirazione per una commedia, tra crostini e pasta fatta in casa

La vicenda della chiusura del viadotto Puleto sulla E45, tra Romagna e Toscana, diventa fonte di ispirazione per il teatro
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BOLOGNA – Appelli, manifestazioni, proteste, interrogazioni parlamentari… e una commedia (che si gusta a tavola). La vicenda della chiusura del viadotto Puleto sulla E45, tra Romagna e Toscana, diventa anche fonte di ispirazione per il teatro, chiamando in causa i disagi che quel provvedimento ha creato per una valle intera per mesi e mettendo in relazione quella lunga striscia d’asfalto e ponti con le antiche vie della transumanza.

Ad Anghiari, paese in provincia di Arezzo che sorge proprio sulle colline dell’Alta valle del Tevere e in faccia alla E45, tutti sanno cosa è significato e significa  aver chiuso quel viadotto per più di sei mesi: isolare una valle che grazie a quel viadotto “mangia”.

Con la chiusura del Puleto, i camionisti sono stati costretti a macinare tanti chilometri in più, le aziende si sono trovate in difficoltà a trasportare le loro merci, i turisti a cercare strade alternative per arrivare ‘in valle’, gli studenti ad arrivare a scuola con tempi di percorrenza simili alle mattinate da passare in classe, i baristi degli autogrill a cercare i clienti a cui fare un caffè. E i ‘danni’ sono arrivati da Perugia a Cesena e Ravenna. 

Anche per questo, Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini che dal 1996, ogni estate, scrivono la sceneggiatura e mettono in scena una nuova edizione di “Tovaglia a quadri”, stavolta l’hanno intitolata “Viadotta”, pensando al Puleto come pure alle antiche vie della transumanza. Una commedia che fa ridere con quell’umorismo toscano tipico, pungente, e che però porta con sé anche una riflessione sulla storia, la tradizione, la natura.

Così, tra i personaggi ci sono Baffo il camionista che trasporta animali, lo Stradino, l’ex perito dell’Anas, il promoter turistico, il volontario della Protezione civile detto Transenna, il transumante. E in alcuni dialoghi, senza peli sulla lingua, si parla di aziende in crisi, licenziamenti, cassa integrazione, delle strade alternative che non ci sono. Il contrappasso arriva appunto dalle vie della transumanza, faticose, impervie coi campanacci e la polvere che annunciavano il passaggio degli animali. 
Nuovo e vecchio, dunque, raccontati al pubblico che, invece di essere seduto sulle poltrone di un teatro, è a tavola, in una piazzetta del centro storico che guarda la valle e mangia i piatti della tradizione anghiarese.
Già perché, l’altra – e non trascurabile – particolarità di questa commedia è che è anche una cena, che l’oste, la cameriera e gli abitanti della piazza sono anche attori. E tra un piatto di bringoli al sugo finto e i crostini raccontano una storia. 

Viadotta va in scena nella piazzetta del Poggiolino di Anghiari, dal 10 al 19 agosto, tutte le sere. Per la  cena spettacolo in quattro portate – così la chiamano gli autori – è necessaria la prenotazione.

Per informazioni: https://prolocoanghiari.info/eventi/tovaglia-quadri-2019/ oppure Facebook: Tovaglia a quadri

Foto di Giovanni Santi

E45 foto di Giovanni Santi
E45 foto di Giovanni Santi
E45 foto di Giovanni Santi
E45 foto di Giovanni Santi
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